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Tarquinia - La versione online del quotidiano dedica un articolo alla vicenda di Bernardo e Patrizio il cui chiosco ieri è stato sgomberato e demolito - Mazzola dopo l'incontro di ieri: "C'è volontà di tutti di collaborare"

Il caso dei fratelli Podda finisce sull’Unione sarda

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L'articolo sui fratelli Podda sull'Unione Sarda

L’articolo sui fratelli Podda sull’Unione Sarda – Clicca la foto per ingrandire

Il chiosco dei Podda inizia ad essere smontato

Il chiosco dei Podda inizia ad essere smontato 

Il chiosco dei Podda inizia ad essere smontato

Il chiosco dei Podda inizia ad essere smontato 

Patrizio Podda assistito all'interno del suo negozio

Patrizio Podda assistito all’interno del suo negozio 

L'intervento delle forze dell'ordine al chiosco dei Podda

L’intervento delle forze dell’ordine al chiosco dei Podda 

Patrizio Podda incatenato all'interno del negozio

Patrizio Podda incatenato all’interno del negozio all’arrivo della polizia 

Patrizio Podda incatenato all'interno del negozio all'arrivo della polizia

Patrizio Podda incatenato all’interno del negozio all’arrivo della polizia 

Bernardo Podda incatenato davanti al casottino

Bernardo Podda incatenato davanti al casottino 

Bernardo e Patrizio Podda

Bernardo e Patrizio Podda 

Bernardo Podda minaccia di darsi fuoco

Bernardo Podda minaccia di darsi fuoco 

Bernardo Podda incatenato davanti al casottino

Bernardo Podda incatenato davanti al casottino 

Tarquinia – Il caso dei fratelli Podda finisce sull’Unione sarda.

La vicenda dei due fratelli in presidio per tutta la giornata e la notte di lunedì scorso davanti alla loro rivendita di formaggi sull’Aurelia. Ieri pomeriggio, il chiosco è stato demolito dopo il pronunciamento del Tar che ha rigettato il ricorso urgente presentato dai due contro il provvedimento di abbattimento della struttura.

Poco dopo le 15,30 sono arrivate le ruspe per la demolizione. La versione online del quotidiano ha dedicato uno spazio un articolo in cui si ripercorrono i passi della vicenda di Bernardo e Patrizio, originari di Nuraminis.

“Lo sfratto esecutivo – si legge nell’articolo – dovrebbe essere attuato oggi: sopra l’attuale Aurelia, è previsto passi la nuova autostrada Livorno-Civitavecchia. I due fratelli rivendicano una vita di lavoro, in quanto l’attività si trova lì da 25 anni. Per impedire che il chiosco venga distrutto pensano anche a uno sciopero della fame”.

Nel frattempo ieri alle 18 si è svolto un tavolo tra il sindaco Mauro Mazzola, i fratelli Podda, la polizia e la Sat, società autostrada tirrenica, per trovare una mediazione.

“Abbiamo aperto la trattativa tra Sat e i fratelli Podda – commenta il primo cittadino -. E’ la stessa strada che abbiamo già seguito per tutte le altre attività che si trovano lungo il tracciato dell’autostrada, così come abbiamo deliberato in consiglio comunale.

Probabilmente, se anche in questo caso si fosse seguita la linea dettata dall’inizio, il problema sarebbe già stato risolto. Comunque non ci sono problemi, la discussione è stata riavviata e c’è la volontà di tutti a collaborare e trovare una soluzione”.

 


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18 dicembre, 2013

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