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Viterbo - Continua il dibattito sul liceo scientifico - Interviene Minerva Boi

“Non si capisce proprio perché è stato scelto il Ruffini”

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Liceo scientifico Ruffini

Liceo scientifico Ruffini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Desidero con la presente rispondere all’intervento pubblicato da Tusciaweb il 6 dicembre da Rossana Moncelsi, Orlando Orchi, Massimo Chiusaroli, Angelo Serafini, Carlo Papale, Alessandro Viviani del Liceo scientifico “Paolo Ruffini” di Viterbo. Intervento dal titolo: “Quanti licei hanno una tradizione sportiva come la nostra?”

Da lettrice del giornale Tusciaweb personalmente dispiace apprendere che l’intervento, seppur dovesse essere in risposta all’articolo della professoressa Marilena Ponzio, in realtà, non sia allineato né con quest’ultimo, né con i precedenti articoli sul tema. Mi riferisco a quanto scritto dal professor Tonino Longo segretario provinciale Uil scuola Viterbo e da quello del professor Francesco Maria Tolomei docente presso l’IIisdi Vetralla.

L’oggetto del dibattito, noto a tutti, riguarda la decisione del comitato tecnico, della commissione e del consiglio provinciale di proporre alla Regione Lazio l’attivazione dell’indirizzo sportivo al liceo “Paolo Ruffini” di Viterbo, escludendo i licei di Orte e di Vetralla.

Leggendo gli articoli, cronologicamente, si nota come quello scritto dal professor Tolomei sia chiaramente e giustamente volto ad esaltare gli impianti e le attrezzature ginnico-sportive dell’Iis “Pietro Canonica” di Vetralla.

L’articolo del segretario provinciale Uil Scuola Viterbo, Tonino Longo, è teso a porre l’attenzione sull’esistenza o meno dell’effettivo rispetto delle caratteristiche e delle condizioni ambientali operative previste dalla delibera n. 257 del 7 agosto 2013 affinché si possa giustificare la nomina di liceo sportivo all’istituto “Paolo Ruffini” e si possa dare alla comunità della provincia di Viterbo un concreto ed efficace servizio.

La professoressa Marilena Ponzio, docente di scienze motorie e per molti anni al liceo “Paolo Ruffini”, in base alla sua esperienza ha esposto invece in maniera oggettiva i dubbi in merito alla presenza di strutture idonee che possano effettivamente comprovare il riconoscimento del titolo liceo Sportivo all’istituto di Viterbo.

Mi sarei aspettata, dunque, che l’intervento firmato dal alcuni esponenti del corpo docente del liceo scientifico “Paolo Ruffini” fosse volto a spiegare la presenza di adeguati impianti sportivi e fosse volto a motivare la scelta di proporre la nomina di liceo sportivo perché la struttura risulta confacente ai requisiti della normativa suindicata.

Al contrario, non sembra che la risposta abbia sedato alcun dubbio in merito. Primo, perché l’argomento non è stato toccato. Secondo, perché non è attinente alle critiche mosse parlare della bravura degli studenti e della partecipazione a gare o a tornei esterni alla struttura liceale, così come parlare della festa di fine anno o delle partite vinte.

Mi sembra poco elegante attaccare la professoressa Ponzio sottolineando per giunta la sua iscrizione al sindacato della Uil come se il dato fosse in qualche modo rilevante o capace di distorcere l’oggettività dei fatti. E mi sembra poco efficace non incentrarsi sull’oggetto della discussione.

Inoltre, essendo attualmente la professoressa Ponzio docente di un istituto non preso in considerazione nella discussione, trovo la frase finale dell’articolo in commento fallace e fuorviante. Forse l’acqua al proprio mulino è qualcun’altro che la sta portando.

Mi spiace dissentire, ma non si tratta di una “pretestuosa e ostinata polemica”. Al contrario, si tratta di una primaria necessità di chiarezza di tutta la comunità sulle motivazioni in base alle quali la scelta dell’attivazione di un liceo sportivo sia ricaduta sul “Paolo Ruffini” di Viterbo.

Se vogliamo costruire davvero un futuro migliore per la nostra comunità, se vogliamo davvero migliorare, se vogliamo che le opportunità statali siano volte al bene comune, allora dobbiamo essere chiari, oggettivi e trasparenti e non lasciare che nessun dubbio rimanga irrisolto.

Resto quindi in attesa di una concreta risposta.

 Minerva Boi
Lettrice di Tusciaweb

 


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20 dicembre, 2013

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