Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - Via libera al ddl - Ora la parola passa al Senato

Ok della Camera alla riforma delle Province

Condividi la notizia:

Palazzo Gentili sede della Provincia

Palazzo Gentili sede della Provincia 

Viterbo – Ok della Camera alla riforma delle Province.

Arriva il primo via libera per il ddl province: i sì sono stati 277, i no 11, gli astenuti 7. Hanno votato a favore Pd, Nuovo centrodestra, Scelta civica, Per l’Italia, contrari Lega e Sel, mentre M5S e Forza Italia non hanno partecipato al voto. Il provvedimento ora deve passare adesso all’esame del Senato.

La riforma prevede la trasformazione dei consigli provinciali in assemblee dei sindaci, che lavoreranno a titolo gratuito. poi l’istituzione di nove città metropolitane e la disciplina della fusione dei Comuni. Le province, secondo il ddl, comprenderanno aree più vaste di quelle attuali e i loro rappresentanti saranno designati non più dai cittadini, ma dagli amministratori locali, che sceglieranno tra i sindaci dei comuni del territorio.

Rispetto a oggi, quindi non bisognerà pagare gli stipendi a presidenti, consiglieri e assessori.

Il provvedimento è passato non senza polemiche. I 5 stelle si sono scagliati contro i deputati di Sel accusandoli di essere “scendiletto” e “stampella della maggioranza”, perché hanno garantito il numero legale.

In precedenza Forza Italia, Cinque Stelle e Lega che contestano il provvedimento definendolo farraginoso e inutile, avevano abbandonato l’aula.

Intanto, dal fronte delle Province, parte un ultimo tentativo di resistenza, guidato dal presidente dell’Upi, Antonio Saitta: “Il Governo e il Parlamento – dice – diranno che hanno abolito le province, ma la verità è che non solo sono state mantenute, ma è stato fatto un gran pasticcio che ci preoccupa. Perché con questo pasticcio sono a rischio servizi essenziali per i cittadini”.

Nel mirino finiscono in particolare le norme contenute nella legge di stabilità che impediscono le elezioni delle 52 Province i cui mandati scadono a primavera e delle 20 commissariate nel 2012. “Viene leso un diritto inalienabile di cittadinanza – ha detto Saitta -, l’Upi presenterà ricorso e il primo, da privato cittadino, sarà il mio. Vietando ai cittadini di votare chi li amministrerà la legge di stabilità lede il diritto di voto libero, segreto, e non limitabile, sancito dall’articolo 48 della Costituzione”.


Condividi la notizia:
22 dicembre, 2013

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/