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Speciale 2014 - Università della Tuscia - Il rettore Alessandro Ruggieri, da due mesi a capo dell'ateneo, fissa gli obiettivi da raggiungere nel prossimo anno

Nuovi corsi di laurea e progetti europei per la ricerca

di Maria Letizia Riganelli
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Alessandro Ruggieri

Alessandro Ruggieri 

Viterbo – Il 2013 gli ha portato la nomina di magnifico. Ma sarà nel 2014 che potrà esercitare veramente il ruolo di rettore dell’università della Tuscia.

Alessandro Ruggieri è a capo dell’ateneo viterbese da soli due mesi, la sua elezioni è dell’8 ottobre scorso, quando il 90% di professori e personale amministrativo gli ha dato la preferenza incoronandolo magnifico rettore.

E fresco di elezione ha già portato a termine alcuni progetti.

“E’ decisamente azzardato fare un bilancio, visto che sono stato eletto solo ad ottobre scorso – dice Alessandro Ruggieri -, ma sono soddisfatto perché in realtà sono stati portati a termine molti progetti, dall’informatizzazione alla deliberazione di nuovi corsi di studio”.

Progetti già avviati a cui Ruggieri ha dato seguito, perché la vera sfida per il neo rettore è ancora tutta da giocare.

“Ho diversi obiettivi per il 2014 – continua il rettore – che porterò avanti cercando di fare squadra con tutto l’ateneo e riguardano la didattica, la ricerca e il rapporto tra università e studenti.

Per quanto riguarda la didattica metteremo in campo nuovi corsi di laurea per rendere l’università sempre più dinamica e attraente, per la ricerca punteremo invece sui progetti europei e sull’internazionalizzazione, avviando molte attività di questo tipo avremo più possibilità di vedere progetti finanziati e realizzati. Non mancheranno nemmeno nuovi servizi che offriremo agli studenti come il miglioramento del sistema informatico dell’ateneo e la possibilità di stringere accordi tra dipartimenti e imprese per cercare di inserire i nostri studenti nel mondo del lavoro. Ovviamente non trascureremo il rapporto, che dovrà stringersi sempre di più, tra ateneo e territorio”.

Nonostante la crisi e i prezzi sempre in aumento le tasse dell’ateneo viterbese resteranno tra le più basse d’Italia. “Non cambieremo di certo la nostra politica – conclude -, i bilanci dell’università non si chiudono con i soldi che arrivano dagli studenti ma con i fondi del ministero. Anzi per incentivare i fuori corsi a iscriversi per terminare il percorso di studi applicheremo uno sconto del 40%. Perché il rapporto con gli studenti per noi resta sempre al primo posto”.

Maria Letizia Riganelli

 

 


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28 dicembre, 2013

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