Vitorchiano – “Un fulmine a ciel sereno”. Gemini Ciancolini descrive così la notizia dell’indagine aperta su lui e altre otto persone. Reati pesanti: corruzione, concussione, turbativa d’asta, falso e rivelazione di segreti d’ufficio. Accuse che sugli altri sono spalmate a vario titolo, mentre a Ciancolini sono contestate una ad una.
“Se c’è una cosa di cui sono sicuro è che non ho mai corrotto, né concusso nessuno”, si difende l’ex sindaco di Vitorchiano, caduto dalle nuvole alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini da parte della forestale. “L’ho saputo appena qualche giorno fa e tutto mi sarei aspettato tranne questo”.
Ciancolini smentisce di aver agevolato gli imprenditori negli appalti e nei loro affari. Nega di aver ricevuto tangenti o qualsiasi altro trattamento di favore. Come lo sconto sulla casa del figlio che, insieme ai due presunti appalti truccati, gli è valso l’accusa di corruzione. “Hanno tirato in ballo persino i miei familiari – dice con l’amarezza nella voce -. Ho solo aiutato mio figlio a comprare casa, ma non ho avuto nessuno sconto”. I pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci parlano di un prezzo di favore dall’imprenditore Pierangelo Arcangeli, indagato insieme a Ciancolini: 20-30 mila euro in meno sulla casa, in cambio dell’impegno dell’ex sindaco ad aiutare l’imprenditore con i suoi affari in località Pietricce a Vitorchiano. Ma Ciancolini ribatte: “Ho pagato la casa a prezzo pieno, come tutti per 122 mila euro. Stiamo ancora pagando le rate del mutuo”.
Le altre due ipotesi di corruzione riguardano gli appalti per i lavori di pavimentazione di via Arringa e piazza Roma e la rete fognaria tra il Pallone e il centro storico di Vitorchiano. Due appalti, due presunte tangenti all’ex sindaco: una di 3 mila euro, l’altra imprecisata. “Potevo andarmi a rovinare per 3 mila euro? Alle gare ci ha sempre pensato l’ufficio tecnico. In dieci anni non mi sono mai occupato di appalti, né posso aver mai messo mano ai nominativi delle ditte da invitare”. Cinque gli imprenditori indagati con Ciancolini. Arcangeli per la vicenda della casa. Gli altri sono Enrico Basili, Patrizio Silvestri, Paolo Di Puorto e Paolo Fubelli. Tutti inquisiti per eventuali favoritismi negli appalti, tra presunte tangenti e accordi illeciti, con la complicità della collaboratrice di Ciancolini Gabriella Marchionni, dell’addetto all’ufficio tecnico Sante Rocchetti e dell’assessore all’Urbanistica Giuseppe Bagnato, anche loro nel registro degli indagati.
A carico di Ciancolini c’è anche il falso e la concussione per una questione di terreni, acquistati dalla stessa persona. L’accusa è di aver guadagnato più del dovuto dalla vendita del lotto della moglie, costringendo un suo conoscente a vendere un suo terreno deprezzato. “Non ho mai fatto pressioni di questo genere. Il proprietario dell’altro terreno lo conosco da una vita: lavora con mia moglie. E’ stato lui, nel ’95, a venderci il lotto che poi è diventato di mia moglie. Escludo che possa essere andato dalla magistratura a lamentarsi. La regia di questo film è politica. Chi ha creato un tale mosaico voleva screditarmi. Non ho un’idea precisa di chi sia stato e se ce l’avessi me la terrei per me. In ogni caso, ne risponderà nelle sedi opportune“.
Ciancolini è determinato. “Ho in mano tutto quello che serve per replicare alle accuse. Documenti che smentiranno ogni addebito. Voglio uscire presto e bene da questa storia perché sono una persona seria. Sono stato un buon sindaco, eletto col 74 per cento dei consensi. Il primo vitorchianese nella storia in consiglio provinciale. Non starò fermo mentre qualcuno getta fango”.
Stefania Moretti
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