Viterbo – Fu arrestato per aver pestato il proprietario di una pizzeria. Ma non era vero.
Il giudice del tribunale di Viterbo Silvia Mattei ha assolto Aldo Xavier Garai Ramos dall’accusa di lesioni aggravate e continuate. Il 33enne peruviano, residente da sempre a Viterbo, è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Tuttora, si trova agli arresti domiciliari per tentato omicidio.
Ma non sarebbe stato lui ad attaccare briga, la notte del 14 gennaio 2012 in una pizzeria viterbese.
Gli agenti della squadra mobile erano intervenuti per un’aggressione in due tranche. Prima una scazzottata dentro il locale con annessi lanci di sedie. Poi un litigio fuori col padre del titolare, che denuncia di essere stato spintonato e di aver schivato miracolosamente la bottiglia lanciata da Ramos.
Sarebbero stati in due, quella notte, a scatenare il parapiglia. Ramos, in particolare, era stato accusato di aver partecipato a entrambi gli episodi: sia l’aggressione a un paio di clienti, sia quella al padre del titolare che, cadendo a terra, riportò un trauma cranico e la frattura delle costole. Per lui trenta giorni di prognosi. Per Ramos venti giorni di carcere e, infine, il processo. Ma secondo la difesa, lo stesso arresto era ingiusto. L’avvocato Riccardo Catini lo ha dimostrato in aula, mostrando i filmati all’interno e all’esterno della pizzeria.
“Nella prima lite, Ramos era intervenuto solo in difesa dell’amico – ha spiegato il difensore -. Subito dopo, hanno lasciato il locale”. Il proprietario e il padre arrivano dopo pochi minuti. Immediatamente, scatta quella che l’avvocato Catini chiama “caccia all’uomo”. “Cercano Ramos. Lo trovano. L’amico denuncerà di essere stato investito con la macchina, mentre il padre del proprietario, nell’inseguire il trentenne peruviano, inciampa e cade. Fa tutto da solo, ma poi denuncia Ramos. Forse per fargliela pagare del trambusto creato in pizzeria”. Filmati dell’aggressione al padre del titolare, non ce ne sono. Anche per questo l’avvocato parla di “querela in malafede” e annuncia la denuncia per calunnia.
Il pm Ricciutelli non è convinto: chiede la condanna di Ramos a sei mesi. Ma il giudice lo assolve con formula piena.
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