Bassano Romano – Si separano, lei ospita un amico e confina il marito in una stanza.
Una volta gli avrebbe fatto trovare l’unico bagno di cui poteva servirsi senza porta. Un’altra lo avrebbe letteralmente annaffiato mentre prendeva il caffè in giardino con il fratello. Un’altra ancora ha estratto un martello da sotto un materasso e agitandolo lo avrebbe colpito a un polso.
Per questi episodi, e per una serie di altri comportamenti, una 54enne è alla sbarra per stalking nei confronti dell’ex marito, con il quale ha continuato a dividere l’appartamento coniugale di Bassano Romano per alcuni mesi anche dopo la separazione.
I fatti risalgono al 2011, da marzo a giugno.
La coppia di cinquantenni non va più d’accordo e decide di separarsi. Non ci sono figli e la casa in cui vivono, divisa su due piani, è di proprietà di entrambi. Il giudice, quindi, dispone che tutti e due possono continuare a viverci: lei al piano superiore, lui a quello inferiore.
Inizialmente va tutto bene, finché in quella casa arriva un terzo inquilino: un amico della donna.
“Nessuno dei due voleva cedere all’altro tutta la casa – dichiara al giudice la presunta vittima dello stalking – e allora avevamo deciso di viverci insieme, almeno per un periodo. Finché eravamo soli c’era freddezza, ma si sopravviveva bene. Lei aveva camera e bagno al piano di sopra, io a quello di sotto. La cucina e la sala erano in comune, ma ognuno si cucinava per sé e si faceva il bucato da solo. Poi però mia moglie ha iniziato a ospitare stabilmente un suo amico”.
Il “ménage à trois” crea da subito dei fastidi. Prima piccole invasioni di campo occasionali, poi, stando ai racconti della vittima, un vero e proprio martirio quotidiano con episodi anche più gravi.
“Quando rientravo dal lavoro la sera – continua l’uomo – trovavo mia moglie e il suo amico in cucina che stavano cenando. Occupavano quasi tutto il tavolo senza preoccuparsi del fatto che ci avrei potuto mangiare anche io. Quindi per evitare storie mi cucinavo qualcosa e poi mangiavo da solo nella mia stanza. Una volta, non trovando più l’unica bottiglia d’acqua che avevo lasciato in salotto, ho chiesto spiegazioni a mia moglie e lei, mentre discutevamo, ha tirato fuori un martello da sotto un materasso che era appoggiato in sala e picchiettandolo in continuazione ha finito per colpirmi di striscio a un polso”.
Se la donna era libera di far girare per casa l’amico, l’ex marito pare non si potesse permettere nemmeno di ospitare il fratello per un caffè.
“Eravamo forse ad aprile o a maggio, sempre del 2011 – prosegue -. Mio fratello era venuto a casa per parlarmi e io, come gesto di cortesia, gli avevo offerto un caffè nel portico di casa. La signora ha preso un tubo di quelli per annaffiare le piante e ci ha bagnato dalla testa ai piedi. Faceva di tutto per rendermi la vita impossibile. Per colpa sua si è anche licenziata la nostra domestica perché, visto che dopo la separazione lavorava solo per me e non più per lei, mia moglie non perdeva occasione per trattarla male. Non le faceva neanche usare la lavatrice”.
L’uomo era “condannato” a vivere in casa sua senza una vera e propria privacy.
“Avevo le chiavi dell’appartamento – aggiunge – ma puntualmente trovavo la casa chiusa dall’interno e dovevo suonare il campanello. Spesso passavano anche molti minuti prima che mi venisse aperto. Ma l’apice del fastidio è stato raggiunto quando mi sono trovato la porta dell’unico bagno che mi era concesso utilizzare con la serratura manomessa con dei chiodi e delle viti. Ho chiamato un operaio per farla sistemare, ma prima che questo tornasse qualche giorno dopo con la serratura nuova, non ho trovato più la porta: era stata tolta, portata altrove senza avvisarmi. Per diverse settimane sono stato costretto addirittura a lavarmi nel bagno del mio ufficio per avere un po’ di privacy”.
I carabinieri di Bassano Romano più volte sarebbero dovuti intervenire per placare liti e scaramucce tra i due finché l’uomo non ha deciso di farsi ospitare un po’ dal fratello e un po’ da qualche amico per andare via di lì, prima di trovare un’altra sistemazione definitiva. Intanto, il 29 giugno del 2011, presenta una denuncia di stalking nei confronti della sua ex moglie.
Dopo la ricostruzione della vittima il giudice Migno ha ascoltato in aula anche la domestica della coppia che ha confermato la versione del suo ex datore di lavoro sull’impossibilità di gestire la situazione dopo la separazione e la scelta, fatta in piena autonomia, di licenziarsi.
Il processo è stato aggiornato al 9 ottobre.
Francesca Buzzi
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