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Viterbo - Secondo Angelo Allegrini - Commenti

Venti buoni motivi per le dimissioni di Marini

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Angelo Allegrini

Riceviamo e pubblichiamo – Venti cose che farei subito se fossi il sindaco di Viterbo:

Mi rifiuterei di indossare una maglietta con scritto “noi non siamo zozzi” e invece di andare a pulire per scherzo le strade farei del mio meglio per far funzionare meglio i servizi pubblici, magari assumendo personale.

Annullerei subito la cessione dei servizi cimiteriali a privati perché, prima di tutto, tutta la città me lo ha chiesto e poi perché la pietà non si appalta e i cimiteri sono forse l’’unica fonte sana e attiva di tutti i servizi comunali.

Spiegherei al presidente del cda della Francigena che il compenso di “soli 100mila euro” che percepisce insieme ad altri due “ è formato da un netto in busta e da oneri fiscali, previdenziali e contributivi, ma questo solo per evitare che i cittadini viterbesi lo possano fraintendere.

Smetterei di far finta di essere sorpreso e di essere non responsabile dello sfascio finanziario del Comune, visto che ho condiviso tutti i posti di comando e ho sostenuto con convinzione tutte le scelte dei sindaci e delle giunte che hanno amministrato la città dal lontano 1995.

Rispetterei le leggi dello Stato e mi dimetterei da una delle due cariche (sindaco di capoluogo e deputato) incompatibili che rivesto.

Mi incatenerei alla Regione Lazio fino a che la Polverini non costruisca dearsenificatori.

Come presidente della Conferenza di Sanità convocherei un tavolo d’’emergenza per rimediare al disastro degli ultimi atti aziendali, dei tagli della Polverini e dallo scandalo dell’ intra-moenia.

Farei modificare i tracciati delle linee urbane di trasporto per renderle finalmente funzionali agli spostamenti quotidiani e chiuderei il centro storico alle auto.

Smetterei di discutere di scale mobili a Valle Faul e le realizzerei.

Affiderei l’’organizzazione della Notte Bianca a Caffeina.

Smetterei di discutere di Terme e costituirei una società mista per gestire gli stabilimenti ex Inps.

Mi incatenerei a palazzo Chigi finché il Governo non finanzi la realizzazione dell’aeroporto.

Mi incatenerei a palazzo Chigi finché il Governo non finanzi il completamento della superstrada per Civitavecchia.

Pubblicherei un bando pubblico per il recupero e la valorizzazione dell’’ex Tribunale.

Farei di tutto per approvare un bilancio che contenga i fondi necessari per mettere in sicurezza tutte le scuole della città.

Stipulerei una convenzione con le compagnie di Crociere che attraccano a Civitavecchia per offrire nel pacchetto di escursioni anche una gita giornaliera a Viterbo.

Convocherei una conferenza di servizi tra Comune, Provincia, Archivio di Stato, Università e Soprintendenza per la realizzazione di una cittadella della cultura con biblioteca, archivio storico, laboratorio di restauro, centro di catalogazione e museo.

Metterei una donna in giunta.

Mi incatenerei alla Regione finché la Polverini non obblighi Trenitalia a istituire corse veloci tra Roma e Viterbo.

Mi dimetterei dal Parlamento per la vergogna di aver sostenuto un presidente del consiglio accusato di reati indecenti e aver fatto finta di credere che Ruby poteva essere la nipote di Mubarak.

Angelo Allegrini


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6 luglio, 2011

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