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Viterbo - Comune - Caso Cev - Con la richiesta della Corte dei Conti di circa 80mila euro ciascuno, il loro ruolo dei consiglieri è in discussione

Tofani e Moltoni a rischio?

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Maurizio Tofani

Maurizio Tofani

Francesco Moltoni

Il consigliere comunale Francesco Moltoni

Viterbo – (g.f.) – I contraccolpi del caso Cev rischiano di farsi sentire pure nel consiglio comunale targato Michelini.

L’arrivo delle sentenze di secondo grado da parte della Corte dei conti, con relative somme da pagare, riguarda tra gli altri, anche a due ex assessori comunali all’epoca dei fatti e che oggi fanno ancora parte del consiglio.

Si tratta di Maurizio Tofani e Chicco Moltoni, rispettivamente capogruppo e consigliere di Oltre le mura, la lista civica nata a sostegno del primo cittadino.

A loro i giudici contabili chiedono circa 80mila euro ciascuno.

Una richiesta non solo economica, ma che potrebbe avere anche conseguenze di natura politica.

Il percorso è tutto da definire e in punta di legge, precedenti e sentenze, tuttavia, nel momento in cui il dispositivo della sentenza arriverà in comune, il segretario generale potrebbe contestare loro l’incompatibilità nel loro ruolo di consiglieri, in quanto debitori nei confronti dell’ente.

Allo stesso modo, se i due consiglieri dovessero ricorrere, si genererebbe un contenzioso con il comune. Rendendo difficile la permanenza nei banchi del consiglio.

Tutto questo, ovviamente, verrebbe meno nel caso in cui tanto Tofani quanto Moltoni pagassero quanto loro addebitato al ricevimento della cartella, ovvero dieci giorni l’eventuale comunicazione da parte del segretario comunale. Così l’incompatibilità sarebbe sanata.

Tuttavia, potrebbe esserci una terza strada: ricorrere alla Corte di Cassazione, anche se la giustizia contabile prevede solo due gradi di giudizio.

In questo caso la loro posizione potrebbe essere sospesa, in attesa dell’ulteriore pronunciamento. Anche questa, un’ipotesi tutta da verificare.

Perché c’è chi sostiene come in ogni caso, essendo la sentenza della Corte dei conti definitiva, gli effetti prodotti non s’interromperebbero. A un bravo studioso di diritto, l’ardua sentenza.

 


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22 marzo, 2014

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