Viterbo – Abusi sui figli del compagno, antiquario condannato a otto anni.
Era stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione. Nei giorni scorsi la Corte d’appello di Roma si è pronunciata riducendo la pena a otto anni la pena per l’antiquario accusato di aver violentato i figli del suo compagno e convivente.
Abusi che, stando alle indagini, risalirebbero agli anni compresi tra il ’99 e il 2003, prima sul maggiore e poi sul minore dei due fratelli, oggi di 23 e 19 anni.
La pena è scontata di un anno rispetto alla sentenza di primo grado che riconosceva all’imputato anche la recidiva per un vecchio provvedimento giudiziario risalente a un furto di qualche anno prima.
“Faremo ricorso in Cassazione – ha annunciato Cesare Gai che difende l’antiquario -. Riteniamo, infatti, ci sia un travisamento della prova. Non si è preso atto di determinati aspetti del procedimento che, a nostro parere, meritavano di essere valutati. Tra l’atro non sono a conoscenza della motivazione della sentenza per cui non so come hanno valutato l’impugnazione che era stata proposta contro la sentenza di primo grado. E’ un processo difficile, ma andremo avanti perché ci sono tante situazioni da chiarire”.
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