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– Un messaggero di pace, in una terra che pace non ha.
Roberto Marchini, il parà morto martedì in Afghanistan, viene ricordato così da monsignor Pelvi, ordinario militare, durante i funerali solenni di questo pomeriggio a Santa Maria degli Angeli a Roma.
Il feretro del caporal maggiore scelto è rientrato in Italia questa mattina e alle 17.30 sono iniziati i riti solenni. (fotocronaca -1 L’arrivo – 2 Il dolore di parenti e amici 3 I funerali di Stato 4 Roberto torna a Casa– video)
Stretti l’uno all’altro nel primo banco della chiesa i genitori Pina e Francesco e la sorella Elisa. Le loro mani intrecciate non smettono di essere unite. I loro sguardi, spezzati dal dolore, incollati sul feretro di Roberto avvolto dal tricolore.
Lo guardano, come a volerlo accarezzare ancora. Mentre le parole di monsignor Pelvi ricordano il caporal maggiore scelto. “Abbiamo bisogno della preghiera di Roberto, perché possa essere intercessore per la sua famiglia e la nostra amata patria. Il sangue di Roberto come quello degli altri caduti, sarà seme di fecondità e anche nel deserto potrà fiorire una grazia nuova”.
Presenti il presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa La Russa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il sindaco di Roma Gianni Alemanno.
Alle 19 un commilitone legge la preghiera del geniere e subito suona il silenzio. Quella musica straziante che accentua il dolore nei volti dei presenti.
Lentamente la bara di Roberto viene portata fuori. Verso casa. Domani pomeriggio saranno celebrati i funerali in forma privata.
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