Viterbo – (s.m.) – Additato per tre anni come il padre-orco che abusava dei suoi bambini. Ma non era vero.
Il gup di Viterbo Franca Marinelli ha assolto con formula piena il pilota 40enne accusato di violenza sessuale sui figli. Scagionata anche l’ex moglie per non avergli fatto vedere i bambini, contravvenendo ai provvedimenti del giudice. Ma l’accusa più grave e infamante era per lui. Violenza sessuale aggravata sui suoi bimbi. Rapporti completi con due fratellini che, all’epoca, non avevano ancora compiuto dieci anni.
La denuncia dell’ex moglie scatta nel 2011. “Abuso riferito”, si legge sul referto medico dei due fratellini. In pratica, la parola della madre contro il padre. Il pm chiede l’archiviazione. L’ex moglie si oppone. Il giudice ordina l’imputazione coatta per entrambi. Ieri, l’assoluzione con formula piena dopo tre anni di gogna e la parola fine scritta su una vicenda durata anche troppo. Ma per lui nessuna soddisfazione.
“Il rapporto coi miei figli è distrutto – dichiara all’uscita dall’aula -. Mi sono concessi incontri di un’ora a settimana, ma nell’ultimo mese e mezzo li ho visti in tutto due ore. Me li hanno messi contro. Plagiati. Manipolati. Non riusciamo più a stare insieme serenamente. A uno dei nostri ultimi colloqui, il più piccolo mi ha detto che sono cattivo. Cattivo punto e basta”.
Oggi ha 9 anni. La sorella più grande 11. Vivono con la madre e il nuovo compagno, ma sono affidati ai servizi sociali del comune di Roma. Per l’ex moglie, il gup ha accolto la richiesta del pm Renzo Petroselli: non luogo a procedere dall’accusa di aver disobbedito al giudice, che ordinava incontri periodici tra i piccoli e il padre. Ma, alle spalle, la donna ha una condanna a undici mesi – non definitiva – per aver portato i figli in America all’insaputa dell’ex, rimasto per mesi senza loro notizie. Era il 2007. Quattro anni dopo, la denuncia per violenza sessuale dà il colpo di grazia al rapporto tra il papà e i due bambini.
“Abbiamo sempre sostenuto che la denuncia fosse costruita ad arte, per allontanare il padre dai figli – afferma l’avvocato del pilota, Giovanni Maria Giaquinto -. L’assoluzione di oggi è un primo tassello: porteremo questa sentenza davanti al tribunale dei minori, per le opportune valutazioni”. Lui, però, nella giustizia non crede più.
“In questi anni ho fatto di tutto: un’interpellanza parlamentare col Movimento 5 stelle per ottenere i colloqui. Sono arrivato fino alla Corte europea di Strasburgo per l’abnorme durata del processo che ha irrimediabilmente compromesso il rapporto coi miei figli. Come faccio a ricucirlo? Sono innocente. Lo sono sempre stato. Ma chi mi ridà i miei figli adesso?”.
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