– Il palco del Papa a Valle Faul… c’è chi ringrazierebbe il cielo per avere una struttura del genere.
Ma è chiaro che, se non se ne fa nulla, può risultare scomoda, inutile, persino ingombrante rispetto al contesto paesaggistico della Valle. E poi, per apprezzarne il valore, bisognerebbe conoscerne l’uso, immaginarne le possibilità…
Il problema è che la Valle di Faul è un monumento al “vorrei ma non posso”, oppure al “vorrei ma non so”. Può essere tutto, e può essere nulla.
Potrebbe essere il teatro all’aperto della città, ma poi gli spettacoli li fanno in piazza perché è “più suggestivo”, anche a costo di assordare di notte i residenti.
Potrebbe essere il Central Park della città, ma poi per metà è occupato da un polveroso parcheggio anche difficile da raggiungere e l’altra metà di notte diventa un mercato parallelo …
Potrebbe essere la quinta di manifestazioni artistiche, ma se ci metti un’opera d’arte te la rubano, te la rompono o ci pensa Cretinetti a riempirtela di messaggini.
Potrebbe essere il “luogo storico” della città, da cui ammirare il Colle di San Lorenzo e il Colle della Trinità con lo sfondo delle mura, ma per ora è solo un cimitero di costruzioni fatiscenti, persino pericolose, e un cantiere aperto su un futuro incerto.
Potrebbe essere lo scenario ineguagliabile su cui aprire una spa a cinque stelle nell’ex Ospedale, capace di attirare più turisti di un aeroporto, ma per ora lo ammirano solo i topi accucciati sui tetti del vecchio edificio.
Potrebbe…
Francesco Mattioli
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