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Viterbo - Fondazione fa un bilancio di un anno di Michelini in comune

“Se il sindaco prende in giro i cittadini, da chi vanno? Dal parroco?”

di Giuseppe Ferlicca
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Raffaella Magro, Gianmaria Santucci, Roberto Talotta

Rachele Magro, Gianmaria Santucci, Roberto Innocenzi

Gianni Selvaggini, Roberto Talotta, Raffaella Magro, Gianmaria Santucci, Roberto Talotta

Gianni Selvaggini, Roberto Talotta, Rachele Magro, Gianmaria Santucci, Roberto Innocenzi

Roberto Talotta, Raffaella Magro, Gianmaria Santucci, Roberto Talotta

Roberto Talotta, Rachele Magro, Gianmaria Santucci, Roberto Innocenzi

Roberto Talotta, Raffaella Magro, Gianmaria Santucci, Roberto Talotta

Roberto Talotta, Rachele Magro, Gianmaria Santucci, Roberto Innocenzi

Viterbo – “Se il sindaco prende in giro i cittadini, da chi vanno? Dal parroco?”.

Stesso posto, stesse persone, stesso sole cocente. A Santa Barbara Fondazione tira le somme dei primi 365 giorni dell’amministrazione Michelini, dal luogo dove aveva ufficializzato la lista con Gianmaria Santucci sindaco.

Oggi la musica è diversa e se non è un requiem per il primo cittadino Michelini, poco ci manca.

“La conferenza in cui tante associazioni sostengono di voler smettere di collaborare con il comune – dice Santucci – è un piccolo episodio che però spiega cosa stia succedendo a Viterbo”.

Le distanze si allungano. “L’assessore Delli Iaconi sostiene che il comune non può essere il bancomat delle associazioni – precisa Santucci – ma nemmeno le associazioni viterbesi possono essere il bancomat del comune.

E’ questo che Michelini non capisce. Siamo a Santa Barbara, quartiere abbandonato, dove le difficoltà diventano tragedie. Il comune si sta allontanando dai cittadini più che in passato.

Se il sindaco prende in giro i cittadini, questi da chi vanno, dal parroco?”.

Quello trascorso è stato un anno di promesse. Mancate. “I viterbesi sono stati presi come il loro bancomat e più che il comune sembra un bar. Chi ha un’idea spende soldi, poi si vede, senza un minimo di programmazione”.

A proposito di pagamenti, brutte sorprese in vista per i cittadini. “Ovunque si parla di Tasi – anticipa Santucci – ma i viterbesi sanno che devono ancora finire di pagare la tassa sui rifiuti del 2013? I bollettini non sono ancora stati mandati tutti e arriverà una cartella dal comune in media del 25 per cento di quanto già pagato. Doveva essere inviata entro il 31 marzo”.

Fondazione però non è solo protesta, ma anche proposta. Anticipa quattro iniziative realizzabili per la città e al sindaco Michelini promette un mese mariano di passione, in cui scenderanno in piazza a spiegare alla città cosa non funziona.

Fra i progetti, una complanare alla superstrada per garantire l’accesso a santa Barbara, che già lunedì sarà portata in terza commissione, per inserirla nel piano di opere pubbliche attraverso un emendamento.

“La viabilità – spiega Rachele Magro – è uno dei problemi del quartiere, ve lo dico da residente. La nostra proposta è ferma in commissione.

La costruzione della complanare alla Superstrada garantirebbe l’accesso a santa Barbara, Taverina e Cassia Nord, attraverso l’uso di piani integrati, quindi con fondi privati. Il terreno è dell’Anas, senza bisogno d’espropri e il costo si aggira fra gli 800mila euro e il milione”.

I parchi sono l’altra nota dolente in zona, così come l’asilo nido che ora forse diventerà scuola materna o elementare. Nel frattempo rimane chiuso.

Roberto Innocenzi ricorda un’altra promessa incompiuta di Michelini, l’arsenico: “A settembre 2013 – spiega Innocenzi – aveva promesso che i dearsenificatori sarebbero entrati in funzione. Se tutto andrà bene, invece accadrà a settembre 2014.

Intanto i cittadini pagano salata un’acqua che non è buona. Avvalendoci di studi di esperti e professori, avevamo proposto la miscelazione dell’acqua, che oggi molti vanno dicendo in maggioranza o come proposto dal professor Piscopo, prendere l’acqua dalle falde senza arsenico. Perché i dearsenificatori non sono la soluzione”.

Gianni Selvaggini lancia invece l’idea di un parco suburbano. “L’Arcionello – precisa Selvaggini – è diventato una riserva e a oggi è stato solo perimetrato da cartelli. La nostra proposta è di costituire un unico parco dall’Arcionello alla valle dell’Urcionio, valle Faul, Poggio Giudio, fino a Bullicame e Castel d’asso. Di fatto è zona già zona protetta. Mettendola a sistema, diventerebbe a tutela regionale, con fondi specifici d’intervento. Sarebbe il primo parco suburbano nel Lazio”.

A Roberto Talotta spetta la parte più dolorosa: la sanità. “Aspettiamo il completamento di Belcolle da quaranta anni – precisa Talotta – oggi siamo diventati succubi del distretto romano e se andiamo in pronto soccorso, ci dobbiamo passare gran parte della giornata.

In compenso, si tagliano i servizi, ma non i premi ai dirigenti.

Siamo arrivati al punto che i pazienti preferiscono andare fuori distretto anche per un intervento d’ernia.

Va sbloccato subito il numero dei posti letto.

Lunedì alle 17.30 una delegazione di consiglieri regionali sarà a Belcolle, per prendere atto della situazione”.

Belcolle: c’è spazio per una battuta finale. “Un’emergenza per l’ospedale cittadino il comune l’ha individuata – osserva Santucci – mettere a pagamento il parcheggio, gestito da Francigena”.

Giuseppe Ferlicca


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7 giugno, 2014

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