Viterbo – Li hanno sorpresi mentre si passavano una decina di pasticche sintetiche in carcere.
Dopo lo spaccio in centro storico, sotto gli occhi di residenti, turisti e forze dell’ordine, la droga è arrivata alle porte del penitenziario di Mammagialla.
Due gli arresti scattati giovedì mattina. Dietro le sbarre sono finiti due quarantenni originari della provincia di Roma, A.V. e A.P., il primo già detenuto nel carcere viterbese per droga.
Rientrava in carcere dalla comunità dopo un permesso premio quando si è incontrato con A.P. nella sala colloqui per detenuti. Quest’ultimo, entrato con la scusa di chiedere informazioni, è stato visto allungare un piccolo involucro ad A.V.. Conteneva all’incirca una decina di pasticche sintetiche, come appurato subito dopo dagli agenti della polizia penitenziaria, che hanno immediatamente bloccato l’attività di spaccio e informato l’autorità giudiziaria.
L’arresto dei due uomini è stato convalidato ieri mattina a Mammagialla dal gip del tribunale di Viterbo Franca Marinelli, che ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere del pm Chiara Capezzuto.
Non è la prima volta che, dall’esterno, si cerca di introdurre droga nel penitenziario viterbese o nelle immediate vicinanze. L’episodio più curioso è stato senz’altro quello dei tredici involucri di hashish, per un totale di un etto di stupefacente, nello spezzatino di un detenuto. Ma gli investigatori erano a conoscenza di episodi ben più recenti, che li avevano messi in allerta.
L’indagine, in pratica, era in piedi da tempo. Anche per questo gli agenti hanno potuto agire con prontezza e fermare i responsabili prima che riuscissero a concludere il piano di portare lo stupefacente fin dentro le mura carcerarie. Progetto sventato: lo stupefacente, recuperato e sequestrato, si è fermato a un passo dall’ingresso nel penitenziario. I due quarantenni, invece, sono finiti in cella e A.V. può scordarsi il suo permesso premio.
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