Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto con attenzione l’articolo firmato da Carlo Galeotti sulla testata Tusciaweb e ritengo necessario fare alcune precisazioni.
Senza entrare nel merito delle originali affermazioni dell’autore circa l’opportunità di investire in cultura (cosa che fanno, purtroppo molto più di noi italiani, tutti i grandi paesi del mondo), si precisa che la ripartizione dei contributi regionali per lo spettacolo dal vivo avviene secondo rigorosi criteri di selezione e attraverso procedure di evidenza pubblica.
Le selezione è effettuata da una commissione formata da funzionari interni ed esperti esterni, che ha esaminato in totale autonomia le proposte riferite al bando per “rassegne e festival”. Non c’è stata, e ovviamente non ci sarà mai, una deliberata e insensata penalizzazione della città di Viterbo da parte della Regione Lazio.
Ma facciamo parlare i fatti. Se rimaniamo solo nel campo culturale e dello spettacolo, si vedrà che la Regione ha dato un contributo fondamentale per mantenere viva una manifestazione di assoluto valore come Caffeina. Troppo poco? Non la pensa così Michele Pepponi, presidente della Fondazione Caffeina: l’autore dell’articolo potrà trovare direttamente sulla testata che dirige i suoi ringraziamenti a Zingaretti, che è intervenuto in prima persona per salvare Caffeina dal rischio chiusura.
Ma non solo. Va ricordato che sono in corso di assegnazione anche i contributi del bando emanato dalla provincia di Viterbo con fondi regionali per 270mila euro: è con queste risorse che negli anni passati è stata realizzata la manifestazione Tuscia Operafestival, che giustamente Galeotti ha molto a cuore.
Abbiamo investito inoltre su Quartieri dell’Arte, Martelive, Athena Arte Eventi (che organizza la manifestazione “Grande musica in chiesa”, che coinvolge anche Viterbo). Se assieme agli interventi per lo spettacolo mettiamo poi anche tutte le iniziative che la Regione sta promuovendo per sostenere il tessuto turistico-culturale di Viterbo, ci si accorge facilmente quanto – e non potrebbe essere altrimenti – puntiamo su questa realtà.
Un esempio? È la nostra amministrazione ad aver finalmente risolto l’annosa questione delle ex terme Inps, che sarà un importante attrattore turistico per l’intera città. Poi, certo, diamo spazio anche ad altre realtà della Tuscia, che è un territorio bellissimo e ricco di centri da valorizzare: la Tuscia non è e non deve essere solo Viterbo, ovviamente.
Con la nuova giunta è partita una stagione di forti investimenti su tutti i territori del Lazio. Solo per lo spettacolo, dall’inizio del 2014, abbiamo investito oltre sei milioni di euro, dei quali solo il 10% sarà destinato alla Capitale. Perché pensiamo che per valorizzare le nostre bellezze, tra cui certamente la città di Viterbo, e per rendere più vivi e più attrattivi i territori del Lazio, il sostegno alla cultura e alla creatività sia un investimento e non uno spreco.
Lidia Ravera
Assessora regionale alla Cultura
Cara signora,
ho letto con l’attenzione che merita la sua precisazione che non precisa proprio nulla. Lei è, mi dicono, persona dedita alle lettere e sarebbe bene usare appropriatamente le parole. Ovviamente la “precisazione” merita una risposta.
Intanto le “originali affermazioni” si ispirano allo stato di diritto liberale in cui le persone sono, non sudditi, ma cittadini. Si ispirano all’idea di uno stato liberale e non totalitario. Lo stato non dovrebbe mai mettere le mani in quella che ritiene cultura. Indirizzando, piegando, influenzando. Ora, poi, se la Regione entra a gamba tesa nel mondo della cultura finanziando iniziative prive di qualsiasi valenza, noi cittadini abbiamo o no il diritto di dire le nostre idee? Originali che siano. Ma forse a lei signora è sfuggito un piccolo filone di pensiero che nei paesi anglosassoni ha avuto un qualche successo.
E poi la regione non “investe in cultura”, come dice lei, ma finanzia iniziative. Cosa molto, ma molto differente. Cerchiamo di usare le parole giuste ogni tanto. Gli investimenti li fanno i privati.
Entrando nella questione.
Un giovane palestinese, molti anni fa, ha spiegato che gli alberi si giudicano dai frutti. Se il bando sui finanziamenti e la commissione hanno dato questi risultati assurdi, vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato. Se lei avesse a cuore l’interesse della regione e quello dei cittadini che pagano le tasse e il suo stipendio, si dovrebbe porre il problema, quanto meno. E almeno rispondere sulla questione. Non cincischiando, parlando d’altro.
Le ripetiamo le domande e gliene formuliamo altre: come sono stati scelti i membri della commissione? Quali sono stati i criteri? Sa quanti biglietti ha staccato ogni manifestazione? Quanto ha incassato? Quanti sponsor ha e quale è il contributo pubblico in percentuale? Quale è il bilancio dettagliato delle varie manifestazioni?
Lei non risponde se non con supponenza e superficialità, tipico di chi comanda, parlando di altro. Un atteggiamento tipico di certa intellighènzia romana sedicente di sinistra sempre pronta, come diceva don Milani, a insegnare agli altri, sempre pronta a mettere il broncetto se la si contraddice. Mai capace di ascoltare qualche “burino” del contado come il sottoscritto. Ma le rivelerò un segreto: in Italia la cultura, che nel tempo si è rivelata significativa, è sempre nata in provincia ed è stata sempre provinciale. Siamo arrivati in tutto il mondo con la forza dell’intellighènzia di provincia e non scimmiottando l’ultima moda che arriva da qualche capitale estera.
Cara signora lei poi veramente ha un modo bizzarro di valutare le cose e di argomentare. E un modo di agire tipico di certa classe dominante. Lei fa affermazioni per un amministratore inconcepibili. Intanto la questione non era se a Caffeina era stato dato tanto o poco, ma che non c’era proporzione con altre iniziative che non hanno nessuna ricaduta socioculturale nel territorio. La questione era che la regione sta danneggiando l’Estate viterbese. Ma lei ovviamente non risponde. Lei si preoccupa se il signor Michele Pepponi sia soddisfatto o meno. Ma si rende conto di cosa dice? Per quanto mi riguarda il signor Pepponi può andare benissimo a coltivare la terra. Se è contento o no sono problemi suoi. Altrettanto vale per chi gestisce il Tuscia operafestival. La terra è tanta e qualche coltivatore in più farebbe comodo. Lei non comprende neppure la questione, lei che mi dicono sia un’intellettuale di vaglia. La questione è l’interesse di una città e di una provincia. Non la soddisfazione di questo o quello. Si dà il caso che da anni Tuscia operafestival e Caffeina siano centrali per l’Estate viterbese. E l’Estate viterbese è una risorsa culturale ed economica significativa. Di questo ci preoccupiamo. Non ci sta a cuore questo o quello, a noi.
Ma il discorso si può ampliare. Vogliamo fare altri esempi di mancati riconoscimenti: in provincia ci sono fior di festival, iniziative di musica jazz di tutti i livelli, manifestazioni culturali interessanti, rassegne di cinema. Tutte iniziative che da burino valuto superiori a quelle da voi finanziate abbondantemente. Ci dà il permesso di dirlo, signora? Possiamo? O abbiamo leso la sua maestà?
Ma ovviamente le uniche iniziative significative sono quelle individuate dalla regione. Con criteri oggettivi, di questo non dubitiamo. Ci mancherebbe. Ma le ripetiamo forse sono sbagliati i criteri o sono stati scelti male i membri di commissione. Ma ovviamente questa è l’opinione solo di un cittadino del contado.
Ancora qualche domanda, questa volta non a lei assessora. Mi chiedo che ci stanno a fare i nostri consiglieri alla regione, se non sanno neppure cosa accade nella loro provincia?
Infine mi domando perché il signor Zingaretti non si degni neppure di rispondere. Le domande a lui erano state rivolte. Forse è distratto? Non ama parlare con i sudditi che lo criticano?
Ripeto le domande: ma chi metterebbe un costruttore edile all’urbanistica? E allora come fa a venire in mente di mettere come assessora alla cultura chi è del mestiere? Chi è parte e non ha nessuna visione globale, come sta dimostrando la sua assessora? Perché vuole danneggiare la nostra provincia? Perché penalizza la Tuscia?
E per capire come siamo valutati basta vedere come è ridotta la Cassia e come sono trattati i nostri pendolari, il resto viene di conseguenza.
Buon lavoro, sperando che vi occupiate il meno possibile di noi, visti i risultati.
Carlo Galeotti
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