Viterbo – Arma clandestina in casa, il sutrino resta in carcere.
Si è svolta stamattina di fronte al gip Franca Marinelli l’udienza di convalida dell’arresto di Oliviero Bassi, il 52enne residente a Sutri coinvolto nell’inchiesta della squadra mobile romana sul traffico dei farmaci rubati al policlinico Umberto I e rivenduti illegalmente.
Il blitz è scattato all’alba di venerdì. Otto le persone arrestate in totale con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione di medicinali.
Quando la squadra mobile di Viterbo, agli ordini di Fabio Zampaglione, ha arrestato a Sutri Oliviero Bassi, l’unico degli indagati residente nel viterbese e non nella provincia di Roma, gli agenti hanno trovato nella sua casa un’arma clandestina con relativo munizionamento. L’uomo, quindi, è stato anche arrestato in flagranza per questo ulteriore reato.
E stamattina, solo in relazione a quest’ultima accusa, l’uomo è stato ascoltato dal gip Marinelli che ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere. Bassi, dunque, resta rinchiuso a Mammagialla.
Dell’inchiesta relativa ai farmaci se ne occuperà invece la procura romana. Le indagini, iniziate verso la fine del 2012, avrebbero portato alla luce un traffico ben organizzato di medicinali molto costosi e altamente specifici che sarebbero stati sottratti all’ospedale Umberto I di Roma per poi essere immessi sul mercato illegale.
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, all’interno del gruppo c’era chi fisicamente avrebbe trafugato i farmaci per trasportarli fuori dalla farmacia, con modalità e tempi ciclici, con quantitativi minimi per non destare immediati sospetti, per poi recapitarli attraverso dei “corrieri” al capo dell’organizzazione che in precedenza ne aveva fatto richiesta.
L’indagine avrebbe fatto ipotizzare nei confronti del gruppo i connotati tipici dell’associazione per delinquere per la continuità, stabilità e intensità dei vincoli, evidenziati con una lunga serie di furti e ricettazione dei farmaci.
I promotori dell’organizzazione sarebbero: Mario Porzio, 80enne pregiudicato per ricettazione, Giampiero Montanari, 60enne e Lorenzo Montanari, 31enne. I tre avrebbero gestito le attività di approvvigionamento e di commissariamento degli ordini di farmaci da immettere illecitamente sul mercato. Porzio, attualmente in pensione ma con trascorsi lavorativi nel settore farmaceutico sarebbe stata la mente dell’organizzazione, colui che dettava i tempi e la tipologia dei farmaci da trafugare a seconda delle esigenze del “mercato”, ordinandoli materialmente ai due organizzatori del gruppo, Giampiero e Lorenzo Montanari, padre e figlio.
I complici sarebbero invece Oliviero Bassi, 52enne (residente a Sutri) e Gianluca Mantini, 32enne, dipendenti del policlinico Umberto I di Roma in servizio proprio nel magazzino-farmacia. Questi ultimi sarebbero stati i fornitori di farmaci, trafugati da loro stessi o da altre persone che svolgevano mansioni di corrieri, come il 41enne Marco Maggi (detto Schumacher), il 40enne Manolo Giorgio e il 49enne Abdelkerim Mahmoudi, nato ad Ariana (Tunisia).
La stima del valore dei farmaci trafugati e illecitamente immessi nel mercato sarebbe di oltre un milione di euro, di cui 400mila recuperati.
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