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Viterbo - Comune - Via libera all'imposta alla fine di un'accesa seduta in seconda commissione - Contraria l'opposizione

Centomila euro l’anno dalla tassa di soggiorno

di Giuseppe Ferlicca
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Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

Viterbo – Centomila euro l’anno dall’imposta di soggiorno.

E’ quanto, in modo prudente, il comune di Viterbo pensa d’incassare dalla tassa a carico di chi alloggia in alberghi o altre strutture ricettive del capoluogo.

La seconda commissione dà il via libera, ma non è un’approvazione indolore.

La tassa accende gli animi e si va a singhiozzo, a due velocità. Chi vuole accelerare (la maggioranza), questione di bilancio e chi chiede tempo (l’opposizione) per valutare l’applicazione dell’imposta, magari sentire gli albergatori.

L’assessore Barelli promettei: si farà prima del passaggio in consiglio comunale, nel frattempo avanti tutta.

“L’imposta in quanto tale – spiega Barelli – può risultare non simpatica, ma a causa dei mancati trasferimenti da parte dello Stato, la adottiamo in linea con altri cinquecento comuni in cui è già in vigore”.

I soldi che entreranno nelle casse comunali andranno a finanziare iniziative in supporto del turismo. In media il costo è di circa un euro e cinquanta a notte, perché l’imposta varia con il numero di stelle, da uno a tre euro, per un massimo di sette notti.

Secondo i dati Istat 2012, a Viterbo nell’anno ci sono stati 64.967 ospiti nelle strutture ricettive, per 270.361 notti, la media è di quattro notti e mezzo.

Ma Viterbo per Chiara Frontini non è ancora una città per turisti e la tassa non aiuta. “Uno dei primi provvedimenti nel settore – osserva Frontini – è l’imposta, senza che si pensi a servizi basilari”.

Non siamo a Firenze per Luigi Maria Buzzi: “Ci sono comune pure più importanti del nostro che non l’hanno applicata”.

Viterbo si trova a competere ad armi impari: “Entriamo in competizione con realtà come Bolsena – spiega Gianmaria Santucci – Marta, Capodimonte o comunque centri della provincia, dove ci sono le maggiori concentrazioni di strutture alberghiere.

Se tutto questo movimento deve servire a incassare centomila euro l’anno, c’è il “tesoretto” dell’assessore Ricci lasciato da Marini.

350mila euro, per tre anni siamo coperti e non si impone nessuna nuova tassa”. Invece la commissione a maggioranza delibera l’imposta di soggiorno, con la minoranza contraria, ma siamo solo all’inizio.

La discussione si sposta in consiglio comunale e se il buongiorno si vede dal mattino, si prevede un lungo dibattito.

 


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19 luglio, 2014

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