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Cellere - Stefano Radicetti patteggia due anni e quattro mesi - Dopo l'aggressione al primo cittadino, sequestrò un assessore

Entra armato e incappucciato a casa del sindaco

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Leandro Peroni

Leandro Peroni

L'avvocato Roberto Fava

L’avvocato Roberto Fava

L'avvocato Paolo Delle Monache

L’avvocato di Radicetti, Paolo Delle Monache

Cellere – Entrò di notte incappucciato a casa del sindaco e gli puntò un coltello alla gola.

Fu un capodanno da dimenticare per l’allora primo cittadino di Cellere Leandro Peroni. Il suo 2012 iniziò con l’aggressione da parte del 40enne Stefano Radicetti, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine.

L’uomo gli sarebbe piombato in casa per chiedergli un lavoro. Prima avrebbe strattonato e spinto l’ex sindaco. Poi avrebbe minacciato con un coltello lui e la moglie, costringendo Peroni a inginocchiarglisi davanti. 

Radicetti ha patteggiato stamattina due anni e quattro mesi di reclusione per violenza privata e violazione di domicilio. Il patteggiamento era già stato inizialmente concordato col pm Massimiliano Siddi. Ma il gip Franca Marinelli ha ritenuto la pena stabilita troppo bassa per i fatti contestati. Da qui, la nuova udienza di stamattina. Con pena aumentata di sei mesi.

“Preciso fin da subito che l’Italia ha il codice penale più indulgente del mondo – afferma Roberto Fava, legale di parte civile di Peroni -, e se esistono i paradisi fiscali questo è un paradiso giudiziario per i delinquenti. Nell’atto di sequestro il responsabile ha optato per il patteggiamento, e per la sua azione violenta è stato condannato a 1 anno e 8 mesi. Una pena decisamente bassa che diventa irrisoria se si pensa che l’azione contro Peroni non è stata giudicata a parte, ma è stata considerata come proseguimento del primo atto penalmente rilevabile”. L’avvocato Fava si riferisce al sequestro dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Ciuchini, per il quale Radicetti fu arrestato l’11 febbraio 2012.

Il difensore di Radicetti, Paolo Delle Monache, ha chiesto e ottenuto il patteggiamento e una pena ulteriore di sei mesi. “Una cosa assurda – commenta Fava – che ha portato il mio cliente a chiedermi il deposito di una memoria difensiva che è stata presa in considerazione dal giudice, considerando non congrua la prima pena. Tutto questo però ha portato all’ulteriore applicazione di sei mesi di pena, mentre il conteggio poteva essere molto più alto. Ovviamente il mio cliente procederà civilmente per un risarcimento danni, ma questa non è certamente giustizia e il problema sono i presupposti che tutto questo permettono”.

Nel pomeriggio la notizia del patteggiamento di Radicetti è stata divulgata tramite una nota dell’ufficio stampa di Peroni. Vi si legge che “Peroni si mostra soddisfatto dal riconoscimento dell’atto violento subito, ma non può esserlo per la pena inflitta, in totale solo 2 anni e 4 mesi per un’azione che ha messo in subbuglio l’intero paesino maremmano, stravolgendone la normale attività amministrativa, in giorni già resi difficili dalla pesante nevicata del 2012”.

“Una storia che conferma la pericolosità di certe persone, lasciando però l’amaro in bocca per una giustizia molto poco giusta – dichiara l’ex sindaco Peroni –. Voglio ancora credere nella giustizia, ma ora ho decisamente l’amaro in bocca per una serie di espedienti legali che non danno soddisfazione alle vittime e sono solo dalla parte dei carnefici”.

L’ex primo cittadino valuterà se intentare una causa civile per il risarcimento danni.


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18 luglio, 2014

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