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Viterbo - Polizia - 19enne pestato - Ricostruita la dinamica dell'aggressione - Denunciato un minorenne per lesioni e un ventenne per favoreggiamento

Atterrato da un pugno violentissimo

di Stefania Moretti
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Marco Marazzi

Marco Marazzi

La conferenza stampa con gli uomini della squadra mobile di Fabio Zampaglione

La conferenza stampa con gli uomini della squadra mobile di Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione

Il sostituto commissario Daniela Napoli della polizia di Tarquinia

Il sostituto commissario Daniela Napoli della polizia di Tarquinia

Il sostituto commissario Maurizio Menichini

Il sostituto commissario Maurizio Menichini

Viterbo – Atterrato da un pugno violentissimo che lo ha fatto stramazzare a terra.

Così è finito al Gemelli Marco Marazzi, il 19enne viterbese pestato domenica notte a Tarquinia.

L’aggressione al ragazzo non è più un mistero per gli agenti della squadra mobile di Viterbo e del commissariato di Tarquinia. 

Dopo tre giorni e tre notti di indagini intense, gli investigatori hanno individuato il presunto responsabile delle lesioni a Marco: un 17enne romano in vacanza in un campeggio a Riva dei Tarquini. Dai racconti dei testimoni, sarebbe stato il minorenne a sferrare il cazzotto sulla testa a Marco, facendolo barcollare e cadere sul bagnasciuga.

Non è ancora chiaro se sia stato il colpo o l’impatto con la terra a causargli la microfrattura al cranio che lo ha portato al Gemelli. Mentre sui motivi dell’aggressione, non c’è più ombra di dubbio. E’ stata la paura dei ladri a spingere una ventina di campeggiatori all’azione.

“Il 19enne era entrato nel campeggio con tre amici alle 3 di notte, per raggiungere alcune ragazze conosciute a una festa – spiega il capo della squadra mobile Fabio Zampaglione -. I guardiani li hanno ripresi più volte, facendoli scappare. Ma quella fuga così precipitosa ha svegliato i campeggiatori, che hanno subito pensato a un furto. E qualcuno ha reagito”.  

Al ladro al ladro. Ma il ladro non c’era. In poco tempo, quella che era una semplice bravata di tre ragazzi si è trasformata in un’infondata caccia al malvivente. E nella psicosi collettiva, qualche campeggiatore ha pensato di farsi giustizia da solo.

“E’ probabile che gli aggressori siano più di uno – spiega Zampaglione -. Mentre i tre amici sono riusciti a scappare, la vittima è stata accerchiata da una ventina di persone sulla spiaggia davanti al camping. Le indagini continuano per capire se qualcun altro può essere ritenuto responsabile di lesioni. I testimoni parlano di calci sferrati al 19enne mentre era ancora a terra”.

Intanto, un altro giovane ospite del campeggio, di circa vent’anni, è stato denunciato per favoreggiamento, in relazione a presunte dichiarazioni false rilasciate agli investigatori. Non tutti, comunque, avrebbero partecipato al pestaggio di gruppo. Sempre da alcuni campeggiatori è partito l’allarme al 118 e, quindi, la segnalazione alla polizia.

“Un’indagine serrata e difficile – commenta Zampaglione -. Il fatto è successo di notte, al buio. Raccogliendo le testimonianze, abbiamo trovato molta reticenza. Il lavoro dei sostituti commissari Daniela Napoli e Maurizio Menichini, della polizia di Tarquinia e della squadra mobile, è stato minuzioso”. 

Marco, intanto, migliora ogni giorno che passa. I medici del Gemelli hanno sciolto la prognosi: sessanta giorni. Poi, forse, almeno dal suo corpo spariranno i segno di quella brutta notte.

Stefania Moretti


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22 agosto, 2014

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