Viterbo – “Una caduta di stile, certamente grave”.
Nei manifesti del comune per il trasporto della Macchina di santa Rosa del 3 settembre, non solo del tanto decantato riconoscimento Unesco non c’è la minima traccia, il logo non è stato inserito, ma è scomparsa pure la provincia.
A palazzo dei Priori l’hanno fatta fuori (politicamente) prima del previsto.
Per i rapporti che ci sono fra i due enti, il presidente Marcello Meroi non l’ha presa molto bene.
“Mi dispiace – spiega Meroi – vedere nei manifesti, il trasporto che sembra essere sostenuto solo dal comune e guarda caso dalla regione.
Non c’è la provincia, non c’è il Sodalizio dei facchini, sono state tolte tante realtà che lo sostengono e danno una mano.
Mi voglio fermare qui: mi pare una caduta di stile, certamente grave.
Io non me ne ero accorto, voi lo avete notato. Mi dispiace, soprattutto per quello che da sempre ho sentito e risentito, anche negli ultimissimi tempi.
Santa Rosa è la festa di tutti, dei viterbesi e deve avere certamente confini più ampi del territorio comunale. Così abbiamo sempre ragionato”.
Meroi però ci tiene a fare una precisazione: “Non posso imputare al sindaco Michelini la responsabilità – osserva il presidente della provincia – devo essere onesto, Leonardo in tutte le occasioni legate alla manifestazione di santa Rosa, nessuna esclusa, mi ha sempre chiamato personalmente e quando non poteva farlo lui, mi ha fatto avvertire dalla segreteria, da questo punto di vista è sempre stato correttissimo”.
Non tutti hanno seguito il suo esempio a palazzo dei Priori.
“Da parte di altri assessori che gestiscono questo settore – precisa Meroi – è una situazione che si ripete. Pure a Ferento.
Noi non abbiamo partecipato quest’anno perché c’era un accordo con il comune, un bando unitario, noi e loro per la gestione delle attività”.
La provincia in quell’occasione non è stata citata. “Io capisco che si è nuovi del mestiere politico – osserva il presidente – e che si debba imparare.
Ma ormai il tempo per apprendere è passato. I rapporti, nella forma e nella sostanza vanno rivisti”.
Ogni riferimento a chi attualmente si trova a ricoprire in comune il ruolo d’assessore alla Cultura non sembra puramente casuale.
“Mi pare che ci sia una volontà nella gestione, a escludere piuttosto che a includere.
Non può essere così, soprattutto per santa Rosa.
Io non ne faccio un dramma, tuttavia, modificare gli atteggiamenti e rendersi conto d’avere sbagliato potrebbe essere utile”.
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