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Bassano Romano - Rapina in banca vestiti da finanzieri - Arrestati due pluripregiudicati - Si cerca il terzo complice - Il colonnello Conte: "Risposta immediata al territorio"

Armati, attrezzati e spregiudicati

di Stefania Moretti
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Colpo alla Carivit di Bassano Romano, i rapinatori controllano la cassaforte

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, i rapinatori controllano la cassaforte

Rapina in banca a Bassano, l'arrestato V.G.

Rapina in banca a Bassano, l’arrestato V.G.

Rapina in banca a Bassano, l'arrestato A.D.M.

Rapina in banca a Bassano, l’arrestato A.D.M.

I carabinieri fuori dalla Carivit

I carabinieri fuori dalla Carivit

Il colonnello Mauro Conte, comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo

Il colonnello Mauro Conte, comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo

La conferenza per illustrare i dettagli dell'operazione "Point Break"

La conferenza per illustrare i dettagli dell’operazione “Point Break”

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, uno dei rapinatori appende il cartello di chiusura fuori dalla banca

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, uno dei rapinatori appende il cartello di chiusura fuori dalla banca

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, i rapinatori controllano la cassaforte

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, i rapinatori controllano la cassaforte

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, i rapinatori escono dalla banca

Colpo alla Carivit di Bassano Romano, i rapinatori escono dalla banca

La Jaguar di uno dei rapinatori

La Jaguar di uno dei rapinatori

Viterbo – Proiettili di kalashnikov. Pettorine della finanza. Una pistola giocattolo trasformata in arma vera (fotocronaca: Il materiale sequestrato e i rapinatori in azione  slide video: Il colonnello Conte: “Prenderemo anche il terzo rapinatore”  –  Le immagini della rapina).

Erano equipaggiati di tutto punto i rapinatori della Carivit di Bassano Romano. Equipaggiati e spregiudicati.

Il 30 luglio sono entrati nella filiale a volto scoperto, camuffati solo da occhiali da sole e da vista con montatura bianca. Non avevano nient’altro a coprire il viso. I carabinieri li hanno acciuffati stanotte, nella loro case in provincia di Roma.

Si chiamano G.V. e A.D.M.. Sono italiani sui cinquant’anni. Originari uno del Foggiano, l’altro della provincia di Palermo.

Disoccupati, anche se facevano una vità da pascià tra villette e Jaguar. E soprattutto, pluripregiudicati. Vantano un ricco curriculum di precedenti penali per rapina e molto altro. Ma rintracciarli sulle banche dati delle forze dell’ordine non è stato facile.

Uno dei due risultava irreperibile. Dal primo sono risaliti al secondo. Le ricerche del terzo vanno avanti a tamburo battente, anche grazie ai tabulati telefonici.

“Le telecamere della banca hanno ripreso tutte le fasi della rapina – spiega il colonnello Mauro Conte, alla sua prima conferenza stampa a Viterbo -. Si sono presentati all’orario di chiusura, simulando un controllo fiscale. Hanno esibito divise e tesserini della guardia di finanza. I due dipendenti, un uomo e una donna, non potevano che farli entrare”.

I rapinatori hanno agito con calma, prendendo tutto il tempo necessario. Prima hanno appeso un cartello all’ingresso della filiale, per informare della chiusura e non far entrare nessuno. Poi hanno controllato il tempo di apertura della cassaforte: un’ora e mezza, durante la quale i dipendenti sono stati trattenuti per il finto controllo, fino all’apertura della cassa. A quel punto, i finti finanzieri li hanno costretti a scendere nel sottoscala e rinchiusi in uno stanzino. Da quel momento in poi, hanno agito ancora più indisturbati: il tempo di arraffare 180mila euro e scappare a bordo di una Grande Punto ridipinta di grigio, per renderla più simile a quelle della finanza. L’auto era stata rubata a Terni a febbraio.

Professionisti e grandi attori: si erano calati perfettamente nei panni di ufficiali delle fiamme gialle. Dentro la banca si chiamavano “capitano” e “comandante” per rendere il controllo più credibile.

Il cerchio si è stretto in un mese e mezzo di indagini, partite dall’analisi dei filmati della banca e dalle descrizioni dei dipendenti. Stanotte il blitz della cattura, chiamato “Point Break”, dal celebre film con Patrick Swayze e Keanu Reeves sulla banda che assaltava le banche della contea di Los Angeles.

Per il colpo a Bassano erano attrezzatissimi. I carabinieri hanno sequestrato una vasta mole di materiale. Dalle pettorine della finanza (una sicuramente autentica), alle targhe contraffatte con il marchio gdf. E poi tesserini artigianali, una divisa della polizia, manette, cellulari, proiettili di kalashnikov, la pistola giocattolo modificata e in grado di sparare. Fino al silicone con cui coprire le dita, per non lasciare impronte.

Solo il bottino, per ora, non è stato trovato. Ma l’indagine è ancora aperta. E la cattura dei due presunti autori del colpo in poco più di un mese e mezzo è una forte risposta al territorio, grazie all’intesa tra i vari reparti e alla sinergia con la procura. Il pm Stefano D’Arma ha emesso subito il provvedimento di fermo per rapina, ricettazione, sequestro di persona, usurpazione di titoli e detenzione di arma modificata.

G.V. e A.D.M., al momento, sono a Regina Coeli e a Borgata Aurelia, in attesa della convalida dell’arresto. Non è escluso che, oltre alla rapina a Bassano, i due abbiano messo a segno altri colpi con modalità analoghe, sul territorio nazionale.

“I miei uomini hanno lavorato giorno e notte – dichiara orgoglioso il colonnello Conte -. Dal nucleo investigativo al reparto operativo di Viterbo, fino alla compagnia di Ronciglione, compreso il Norm e i militari di Bassano Romano. Un grande risultato, frutto di uno sforzo collettivo”.

Stefania Moretti

 


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17 settembre, 2014

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