Vetralla – Assolto Pino Pelosi.
Il 56enne romano, condannato in via definitiva per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, è stato scagionato dall’accusa di tentato furto in banca a Vetralla.
Era il 27 febbraio 2010. Per l’accusa, Pelosi faceva da palo fuori dal Monte dei Paschi di Siena di Vetralla, mentre il complice Stefano Lemma cercava di forzare una finestra per entrare.
Stamattina, l’assoluzione di entrambi per non aver commesso il fatto. Non c’erano filmati a incastrare gli imputati. Solo le testimonianze di un carabiniere e un cliente della banca, che sostenevano di aver riconosciuto Pelosi.
L’intero processo si è basato sulla descrizione dei due personaggi visti fuori dalla banca di sera, al buio. L’unico sicuro del fatto suo è rimasto il carabiniere, certo di aver incrociato Pelosi poco dopo in macchina sulla Cassia. Ma non è bastato: l’ultima spallata all’accusa sono stati i testi di stamattina. L’ex convivente di Pelosi, che ha detto che i due imputati non si conoscevano, e un passante, secondo il quale, fuori dalla banca, c’erano “un uomo vestito elegante e un altro completamente di nero con una maschera bianca”. Ma non ha saputo dire se si trattasse di Pelosi.
Per l’ex ragazzo di vita, questo processo era “un accanimento contro di lui”. Pelosi ha sempre detto di non sapere neppure dove si trova il Monte dei Paschi di Vetralla.
La Cassazione lo condannò a nove anni il 26 aprile del ‘79 per l’omicidio volontario di Pasolini. Il delitto era avvenuto la notte tra il primo e il due novembre del 1975. Lo scrittore fu trovato sulla spiaggia dellâidroscalo di Ostia, picchiato e travolto dalla sua stessa auto.
Fermato poche ore dopo alla guida della macchina di Pasolini, l’allora 17enne Pelosi confessò. Ma negli anni ha rimodulato più volte la sua versione, ritrattando e parlando di tre aggressori a lui sconosciuti.
Dopo la sentenza definitiva, l’ex ragazzo di vita ha continuato a delinquere. Nel novembre scorso ha preso tre anni e mezzo per un furto in gioielleria. A maggio, la condanna per omicidio colposo e guida in stato d’ebbrezza, dopo l’incidente d’auto in cui moì l’amico. Nel 2009, l’arresto per spaccio. Di recente è stato denunciato per calunnia e detenzione ai fini di spaccio di droga.
Secondo le indagini, avrebbe nascosto cocaina in un bar a Guidonia, d’accordo con i titolari di un altro bar. In questo caso, diversamente dal tentato furto a Vetralla, a incastrarlo ci sarebbero i filmati delle telecamere di sicurezza.
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