Viterbo – La Macchina di santa Rosa non è argomento… popolare, ma occasione per discutere e pure animatamente.
In seconda e quarta commissione s’accende il dibattito sulle linee guida per il concorso d’idee per scegliere il nuovo modello. Senza arrivare a nulla.
Un’ora e mezza di botta e risposta maggioranza – opposizione, per chiudere tutto e spostare ogni decisione al consiglio comunale nel pomeriggio.
E’ stata scelta la procedura del concorso d’idee e quindi l’appalto. La consultazione popolare tutti la voglio, la minoranza spinge, Chiara Frontini chiede che sia il segretario generale a certificare che non sia una strada percorribile, ma non viene chiamato.
I viterbesi non saranno consultati.
Anche se due anni fa su proposta dell’allora consigliere Federici, lo stesso consiglio ha votato all’unanimità la scelta ai viterbesi.
“Assumetevi la responsabilità – incalza Marini (FI) – di non avere fatto tutto nei tempi e oggi non è possibile arrivare alla consultazione”.
La strada il centrosinistra l’ha indicata. La norma non consente l’intervento di una sorta di giuria popolare. Ma Santucci è di diverso avviso.
“E’ un lavoro – spiega Santucci – la realizzazione della Macchina. Come rifare una piazza. E’ il comune che decide cosa fare, quindi se l’amministrazione stabilisce che si fa una Macchina, si fa quella e basta.
Poi ovviamente, ci vogliono tutte le certificazioni del caso da parte di tecnici”.
In pratica, il concorso d’idee non è un passaggio obbligato. Attraverso la consultazione popolare si decide e poi l’amministrazione ratifica. Ipotesi. O meglio, parole al vento. Tanto i tempi non ci sono.
“Non c’è la volontà di tenere fuori la popolazione – spiega Christian Scorsi (Pd) – ma i tempi non ci sono. Se andiamo avanti così avremo ancora una volta Fiore del Cielo e non mi pare che sia la Macchina più amata dai viterbesi. Dobbiamo decidere se vogliamo far passare una nuova o meno”.
Ma il procedimento scelto dall’amministrazione, concorso d’idee, quindi appalto per la costruzione, è solo una perdita di tempo, secondo Santucci.
“Perché – precisa Santucci (Fondazione) – il tentativo è favorire la partecipazione, ma siccome l’ideatore deve andare di pari passo con un tecnico, ingegnere, geometra, è chiaro che la partecipazione è limitata.
Tanto valeva optare per il concorso appalto in un’unica soluzione”. Com’era prima di Fiore del cielo.
Giuseppe Ferlicca
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