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Viterbo - Santa Rosa - Approvate le linee guida - Maggioranza divisa e scontro sulla composizione della commissione - Fuori per ora Sodalizio facchini e curia

La nuova Macchina spacca il consiglio comunale

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - La seduta di consiglio comunale

Viterbo – La seduta di consiglio comunale

Viterbo - La seduta di consiglio comunale

Viterbo – La seduta di consiglio comunale

Viterbo - La seduta di consiglio comunale

Viterbo – La seduta di consiglio comunale 

Viterbo – Per la nuova Macchina di santa Rosa ci sono le linee guida. L’iter per individuare il modello successore di Fiore del Cielo può partire, ma a caro prezzo politico.

Il via libera è arrivato ieri sera in consiglio comunale dopo oltre cinque ore, più che di dibattito, di scontro fra maggioranza e opposizione.

Così il centrosinistra si è spaccato su un emendamento dell’opposizione, consiglieri in ordine sparso e sul voto finale della delibera, Ncd si è astenuto.

Risultato finale: niente giuria popolare, facchini e curia fuori dalla commissione, almeno secondo quanto ha avuto modo di spiegare il dirigente su come va formato l’organo, anche se il sindaco Michelini, chiusi i lavori si è detto fiducioso che una soluzione si troverà.

Come arrivare alla nuova Macchina ha spaccato palazzo dei Priori, come probabilmente non era mai successo per un argomento del genere, che di solito unisce o almeno mitiga le distanze.

Centrosinistra da una parte convinto della propria scelta, concorso d’idee e appalto per la costruzione, opposizione dall’altra a insistere nel volere una partecipazione popolare nella scelta e convinti che quello approvato non sia un concorso d’idee, ma un appalto in piena regola. Con tutti i limiti.

A partire dalla nomina della commissione che dovrà giudicare le idee arrivate, dopo sessanta giorni dall’avvio delle procedure.

Scelto il vincitore, quest’ultimo dovrà presentare un progetto esecutivo entro trenta giorni e poi sarà indetta la gara europea per la costruzione, cinquanta giorni di tempo.

Procedura approvata a maggioranza. Sì da Pd, Oltre le Mura, Viva Viterbo, nella coalizione di Michelini l’Ncd con Taborri si è astenuto e l’opposizione ha votato contro.

Ma il gruppo che sostiene Michelini si è spaccato in modo ancora più evidente quando si è trattato di votare l’emendamento proposto da Forza Italia, Fondazione e Fratelli d’Italia.

Si chiede che i sette membri della commissione chiamata a giudicare i progetti abbia un rappresentante della diocesi, uno del Sodalizio e uno dell’università, scelti su specifiche competenze previste per legge.

C’è il parere contrario dei dirigenti, perché non conforme al codice dei contratti. Succede il finimondo. Molti lo leggono come un voler tenere fuori figure rappresentative della città come i facchini o la curia e non aiuta a distendere gli animi la spiegazione del dirigente.

La commissione è scelta da professionisti selezionati da appositi albi. Burocrati, semplifica il consigliere Fondazione Santucci.

Apriti cielo. Ne nasce un dibattito aspro, un po’ com’è stato tutto il consiglio comunale e alla fine la proposta è bocciata con tredici voti a favore e quindici no, ma nella maggioranza Maria Rita De Alexandris e Filippo Rossi (Viva Viterbo) e Goffredo Taborri (Ncd) votano sì con l’opposizione, anche quest’ultimo precisa alla stampa presente: “Non fantasticate su questa scelta difforme rispetto alla maggioranza”. Un voto non fa primavera.

Ma non è tutto. Marco Ciorba (Oltre le Mura) e Arduino Troili (Pd) si avvalgono della facoltà d’essere presenti, ma non votare.

In particolare Troili è piuttosto netto. Lui i tecnici non li vuole proprio. “Se la legge non lo prevede – precisa – chi se ne frega. Si trovi una soluzione”.

E De Alexandris: “E’ importante che ci sia un rappresentante dei facchini – precisa come aveva già detto l’altro ieri in commissione – loro portano la Macchina e sono cittadini come tutti gli altri. Le tasse le pagano come tutti gli altri”. Riferimento quest’ultimo a una battuta uscita a un consigliere della sua stessa maggioranza.

Tutti gli emendamenti dell’opposizione sono bocciati, il referendum consuntivo o la possibilità che tre progetti vincitori siano sottoposti a giudizio dei viterbesi, mentre passano quelli della maggioranza, compreso il fatto che nel valutare le proposte, la parte artistica, l’idea, abbia il punteggio più alto.

Bocciato, invece, l’emendamento firmato Ncd che chiedeva di far votare tramite scheda elettorale ai cittadini tre progetti scelti dalla commissione.

E a chi fa notare a Marini come il procedimento approvato sia lo stesso cui sei anni fa diede il via la sua amministrazione, l’ex sindaco replica: “Non è la stessa cosa – ricorda Marini – io scelsi i componenti della commissione, chiesi che ci fosse un rappresentante del clero.

E se fosse la stessa cosa, oggi avrei votato a favore e non contrario”.

Un dibattito acceso, in un clima incandescente. Clima ancora più teso, quando nelle fasi finali in consiglio è cominciata a girare la lettera dei facchini di santa Rosa. Molto critica sulla scelta di tagliare fuori il Sodalizio dalla commissione e prefigurando uno scenario, se è così, ognuno per la sua strada il tre settembre.

Maurizio Tofani (Oltre le Mura) e Francesco Serra non la prendono molto bene.

“Io non ho intenzione d’essere preso in giro – alla fine dice Santucci – quella che approviamo è una gara a evidenza pubblica e non un concorso d’idee. La commissione la nomina il dirigente, non veniteci a dire che i consiglieri partecipano alla composizione”.

Mentre Luigi Maria Buzzi (FdI) mette in luce le contraddizioni del sindaco Michelini quando dichiara di auspicare nella commissione elementi che rappresentino adeguatamente Viterbo, quando il parere del tecnico è tutt’altro.

Il clima è incandescente. Tanto che quando Serra va al banco del presidente Rossi a dirgli non si bene cosa, lui replica a microfono: “Non venga più qui a dare consigli”.

Meno male che a sdrammatizzare ci pensa Gianluca De Dominicis (M5S). Chiedendosi perché l’iter sia stato approvato così in fretta, in appena un giorno e mezzo e visto che c’è l’Expo di mezzo, gli sorge una domanda: “Dobbiamo andare di corsa perché dobbiamo andare a Milano con la Macchina?”. Battuta non si sa se voluta o se uscita a sua insaputa.

Arrivare a fine seduta, ieri sera dopo le 21 è stato arduo. Seduta più volte interrotta, l’argomento ha rischiato pure di saltare, per un incidente fra le parti cui ha dovuto porre rimedio la vice sindaca Luisa Ciambella, chiedendo scusa.

Un continuo cambio di fronte, una marea di distinguo e una minoranza delusa, a cominciare dalla mancata partecipazione popolare nella scelta del progetto vincente. Non si può fare. E l’ordine del giorno dell’ex consigliere comunale Maurizio Federici votato la scorsa legislatura per far votare i viterbesi piace a tutti, ma è liquidato in poche battute: “E’ stata una stupidaggine – spiega Arduino Troili (Pd) segno dell’ipocrisia del momento”.

Dichiarazione che fa meritare al consigliere una serie di rimbrotti da parte di suoi colleghi, da Marini a Buzzi, passando per Frontini.

“La delibera che approviamo – spiega Chiara Frontini (Viterbo 2020) – è un atto banale, con vizi e virtù precedenti, alla faccia dell’innovazione che volete portare a Expo e non sono i tempi il problema. Siete qui da un anno e mezzo, ce ne accorgiamo oggi che il tre settembre passa la Macchina di santa Rosa?”.

Il tempo non c’entra, per l’assessora Saraconi: “Questa scelta – precisa Saraconi – è stata coraggiosa da parte dell’amministrazione, per avere una Macchina in sicurezza e garantendo un prodotto di qualità artistica. Non può esserci una giuria per un oggetto simile, per un’opera d’ingegneria artistica. Si può fare semmai per altro, un libro o un quadro”.

Ancora questioni di tempo. “Lo sapevate che il prossimo tre settembre sarebbe passata la Macchina – osserva Gianluca De Dominicis (M5s) – in un anno e mezzo di tempo che avete fatto? Siamo qui, in un giorno e mezzo a presentare, discutere e approvare una delibera. Perché la Macchina sarà presentata a Expo. Ma allora, ce lo chiedono i viterbesi o Milano? Il dubbio mi viene.

Possibile che si debba spendere un milione di euro? A Expo non ci si poteva andare con Fiore del Cielo? Fa così schifo?”.

Sulla creatura di Arturo Vittori nessuno si esprime, tuttavia l’assessore Giacomo Barelli rassicura: “Non è nostra intenzione – precisa Barelli – realizzare una Macchina agevole da spostare, per trasportarla a Milano”.

Per il capogruppo Pd Francesco Serra siamo nei tempi. “E’ passato un mese dal trasporto – osserva Serra – siamo nella normale tempistica. Non ci sarà un referendum. E’ vero, una consultazione più ampia sarebbe stata auspicabile, tuttavia dobbiamo rimanere con i piedi per terra, nel centrare l’obiettivo d’avere una nuova Macchina, con tutti i problemi che ci sono, visto che parliamo di un appalto da un milione di euro”.

Giuseppe Ferlicca


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10 ottobre, 2014

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