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Viterbo - Sei quelli sottratti alla mafia - Tre nel solo capoluogo, fra cui una srl

Beni confiscati alla criminalità: case, terreni e pure una società

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Una veduta di Viterbo dall'alto

Una veduta di Viterbo dall’alto 

Viterbo -(g.f.) – Beni confiscati alla criminalità organizzata. La Tuscia non è indenne.

Sono sei fra terreni, immobili, ma anche società. Il che vuol dire, soprattutto per le aziende, che il malaffare cerca d’introdursi sul territorio.

Daria Natalini, dell’associazione Libera, ieri, presentando l’iniziativa Arlaf lo ha ribadito: “Fra i beni confiscati – osserva Natalini – c’è pure una società.

Quindi organizzazioni economiche che s’insediano, i figli di quelli che erano i mafiosi di un tempo.

Ecco perché l’attenzione da parte delle istituzioni deve essere massima. Si devono sposare trasparenza e legalità. Scoraggiando con questo comportamento eventuali infiltrazioni”.

A Viterbo finora sono stati confiscati un appartamento in un condominio e un garage, ma anche una società a responsabilità limitata.

Il fenomeno tocca anche la provincia. A Nepi sequestrati un terreno agricolo e un appezzamento con fabbricato rurale, mentre a Montefiascone è toccato a un immobile a uso commerciale e industriale.

“Viterbo non sta sicuramente vivendo un momento felice – spiega Natalini – anche sotto il profilo di fenomeni legati alla corruzione.

Pure la qualità della vita è in calo. Ne risente il benessere. Ma la speranza non deve mai lasciarci, altrimenti l’impegno non avrebbe più senso”.


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16 ottobre, 2014

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