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Montefiascone - ll 23enne Serhiy Hlyas ha patteggiato - Rispondeva di omicidio colposo plurimo aggravato e guida in stato di ebbrezza

Ragazze morte sulla Commenda, due anni e mezzo al conducente

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Schianto sulla Commenda, il dolore dei famigliari

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Giuliana Zamperini fuori dal tribunale di Viterbo

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Melania Renaioli, avvocato di due delle ragazze morte nello schianto sulla Commenda

Melania Renaioli, avvocato di due delle ragazze morte nello schianto sulla Commenda

Schianto sulla Commenda, il dolore dei famigliari

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Le tre ragazze coinvolte nell'incidente

Le tre ragazze coinvolte nell’incidente 

Serhiy Hlyas

Serhiy Hlyas 

Giuliana Zamperini, mamma di Valentina Floriani

Giuliana Zamperini, mamma di Valentina Floriani 

Montefiascone – Due anni e quattro mesi per omicidio colposo plurimo aggravato (fotocronacaslide).

Due mesi e 800 euro di multa per la guida in stato di ebbrezza.

E’ la condanna per Serhiy Hlyas, il giovane ucraino alla guida dell’Opel Astra che si schiantò sulla Commenda il 22 aprile 2012.

L’incidente spezzò le vite di tre giovanissime amiche: le due cugine di venti e ventuno anni Martina Saletti e Valentina Floriani morirono sul colpo, mentre il cuore della loro amica, la 23enne romena Alexandra Cracaileanu, si fermò due giorni dopo.

Solo l’altra amica, la 21enne Rachele Guerrini, riuscì a salvarsi, insieme a Serhiy Hlyas, a giudizio per omicidio colposo.

Oggi, in udienza preliminare i suoi avvocati hanno chiesto il patteggiamento. Il gup Salvatore Fanti ha deciso dopo più di un’ora di camera di consiglio.

Un’ora di straziante attesa per i genitori delle tre ragazze. Tutti presenti, che hanno aspettato col cuore in gola e le lacrime agli occhi.

Hilyas aveva vent’anni ed era incensurato. Può beneficiare della condizionale. Significa niente carcere. Per i genitori, delusi e amareggiati, è incomprensibile.

“Questo è il messaggio che la legge dà ai ragazzi – dice in lacrime la mamma di Valentina Floriani -. I giovani possono fare quello che vogliono. Guidare ubriachi, correre, uccidere. La legge italiana glielo consente”.


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29 ottobre, 2014

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