Viterbo – (f.b.) – Gli aveva chiesto di spostare la macchina che intralciava l’entrata della pompa di benzina, ma lui invece di scusarsi l’avrebbe spintonata e picchiata.
L’episodio, accaduto a Viterbo il 10 ottobre del 2012 intorno alle 18, è finito ieri mattina in tribunale, di fronte al giudice di pace.
La presunta vittima, una 45enne toscana di nascita ma residente a Viterbo da diversi anni, stava lavorando al distributore di via della Palazzina quando si accorge di un’auto grigia, accostata con le quattro frecce proprio nel punto d’ingresso della pompa di benzina.
“Alla guida c’era un uomo al telefono – racconta la donna al giudice – e quindi non ho detto nulla inizialmente, pensando che fosse una sosta di pochi istanti. Ma alcuni minuti dopo mi sono girata ancora in quella direzione e ho visto la macchina ancora ferma, senza più nessuno dentro. Il finestrino era abbassato e allora ho messo dentro il braccio per suonare il clacson una volta, e poi ancora un’altra, ma nulla”.
Poi, mentre i minuti continuavano a scorrere e il distributore rimaneva sempre ostruito, il proprietario dell’auto grigia si è fatto vivo.
“Aveva una bambina in braccio, l’ha lasciata a una donna che era con lui ed è venuto verso di me stizzito dal fatto che io gli chiedessi di togliere la macchina – continua la 45enne -. Io mi sono infastidita e gli ho detto: “Ma ti lamenti anche? Guarda come hai messo la macchina!”. Lui senza dire una parola mi è corso incontro e mi ha buttato a terra con una spinta. Poi ha continuato ad aggredirmi e io da terra ho cercato di difendersi scalciando”.
Alla scena hanno assistito anche altre persone tra le quali un’amica della 40enne e un negoziante della zona. Proprio quest’ultimo ha provato a difendere la donna a terra.
“Dopo la colluttazione, alla quale anche io ho partecipato ma solo per difendermi – continua la 40enne -, ho chiamato la polizia e l’ambulanza. Il risultato, oltre alle escoriazioni e ai lividi, fu un forte stato d’ansia che mi ha impedito di tornare al lavoro per circa tre mesi e per il quale sono stata seguita per molto tempo da uno specialista”.
L’aggressione è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza del distributore di benzina. Le immagini sono state depositate al giudice dall’avvocato di parte civile Emilio Lopoi che le ha visionate in aula in presenza del pm e dei legali della difesa Fiorenzo Buzzi e Mario Proietti.
Dopo la testimonianza della presunta vittima è stata ascoltata anche una sua amica presente ai fatti che ha fornito la stessa versione dei fatti della benzinaia. Il processo è stato aggiornato alla fine di maggio.
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