Viterbo – (e.c.) – “E’ un giorno che va ricordato perché è una cosa che non deve più accadere”.
Così il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini durante le celebrazioni della Giornata della memoria organizzata dall’istituto comprensivo Fantappiè per ricordare la triste ricorrenza dell’olocausto.
Intorno alle 11 gli studenti si sono riuniti in via della Verità, di fronte alla casa della famiglia ebrea deportata ad Auschwitz nel 1944 e davanti alla quale, l’otto gennaio, sono state collocate delle pietre d’inciampo (fotogallery – slide).
Dopo aver suonato il silenzio con i flauti, gli studenti hanno deposto una corona di fronte all’abitazione. A questo è seguito qualche minuto di silenzio alla presenza del sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e dell’assessore alla Pubblica istruzione, Raffaella Valeri.
Alle 11,30 la cerimonia è proseguita all’interno della palestra della Fantappiè dove gli studenti hanno suonato alcuni brani musicali e letto alcune poesie.
“Ricordare non è demagogia – ha affermato il preside Alessandro Ernestini -. E’ un modo per comprendere quanto il passato possa insegnare”.
“E’ un giorno che va ricordato – ha dichiarato Michelini – perché è una cosa che non deve più accadere. E’ importante sottolineare l’uguaglianza degli uomini e l’avere il potere di rispettare tutte le persone e le culture. Le differenze sono una ricchezza”.
“Ognuno di noi – ha aggiunto l’assessore Valeri – deve ricordare quanto sia importante la persona. Oggi ricordiamo gli episodi tragici della storia. Non bisogna mai sentirsi giustificati nel non rispettare gli altri. Bisogno conoscere e aprirsi agli altri”.
La cerimonia è poi andata avanti con l’incontro tenuto dal giornalista e scrittore Daniele Camilli.
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