Viterbo – Torna in aula il processo per diffamazione di Berlusconi a Di Pietro.
Stamattina al tribunale di Viterbo, di fronte al giudice di pace Fagioni, ci si riprova. Dopo l’ennesimo rinvio della scorsa udienza potrebbe essere la volta buona per far decollare il processo che vede il Cavaliere accusato di diffamazione nei confronti dell’ex toga Antonio Di Pietro.
La vicenda risale al 26 marzo del 2008 quando durante un comizio al Palamalè il Cavaliere disse che “Di Pietro si è laureato grazie ai Servizi, perché non è possibile che l’abbia presa uno che parla così l’italiano”. E ancora che l’ex magistrato avrebbe “messo dentro persone senza prove”.
Da qui è scattata la denuncia per diffamazione e l’inizio di una lunga storia di ricorsi.
La Camera dei deputati, infatti, ha riconosciuto in un primo momento l’immunità a Berlusconi, confermata dal giudice di pace di Viterbo secondo cui il leader di Forza Italia non era punibile proprio per quel motivo.
Poi gli atti sono stati trasmessi alla Corte costituzionale e la Consulta ha annullato la delibera del 2010 con cui la Camera definiva Berlusconi intoccabile. In seguito il ricorso in Cassazione del pm Conti, sollecitato dall’avvocato di Di Pietro, Maria Raffaella Talotta. Ricorso vinto, mentre gli atti vanno ancora alla Consulta per decidere del conflitto di attribuzioni tra il potere legislativo della Camera e quello giudiziario della Magistratura.
L’ultimo atto è stato quello che ha portato al processo di fronte al giudice di pace di Viterbo. Di Pietro si è costituito parte civile e oggi, sempre se verrà finalmente celebrata l’udienza, dovrebbe essere ascoltato dal giudice.
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