![]() |
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato italiane – Egregio ingegner Moretti,
le vorrei far presente che questa mattina (ore 7,55 – stazione di Orte) nell’IC 581, vettura di prima classe, il capotreno ha impedito a me e altri passeggeri, con biglietto di prima classe, di entrare nel compartimento dove lo stesso sedeva, dicendo che quello era il suo ufficio e facendoci stazionare in piedi nel corridoio.
Premesso che tale “ufficio” non era identificato con alcun avviso che indicasse tale destinazione d’uso, le chiedo se sia mai possibile lasciare dei passeggeri in piedi in corridoio con di fronte a sé cinque posti liberi, perché il capotreno ha bisogno di un intero scompartimento per poter lavorare.
Laddove esistessero dei regolamenti interni di Trenitalia che prevedano tale privilegio, mi sembra oltremodo assurdo e lesivo della dignità dei vostri clienti esercitarlo in tali circostanze.
Ciò posto, dopo essermi seduta a terra nel corridoio, mi sono rifiutata di percorrere la tratta Orte- Roma in tale condizione e ho deciso di entrare educatamente nello scompartimento ove sedeva il capotreno.
Per tutta risposta mi sono vista chiamare la polizia ferroviaria perché sembra (a detta del capotreno) che con il mio comportamento civile – cliente che ha pagato un biglietto di prima classe e pretende di stare seduta quando ci sono posti vuoti – abbia commesso un reato.
Vede, io sono anche una cliente delle ferrovie con Carta Freccia Oro e mi sembra assurdo, come onesta cittadina, dover godere di due diverse dignità, quella di passeggera privilegiata a cui nulla si nega in termini di servizi prestati, e quella di passeggera “declassata” e immeritevole di un trattamento dignitoso per i servizi ricevuti sui treni regionali, perché sa io sono sempre la stessa onesta cittadina.
Per sua informazione la polizia ferroviaria che mi attendeva al binario di arrivo della stazione Termini non ha ravvisato alcun tipo di reato nel mio comportamento e mi ha lasciato andare a lavorare.
Spero che questa mia segnalazione possa far migliorare la linea di comportamento adottata dalle ferrovie nei confronti dei passeggeri dei treni regionali, destinati a espiare chissà quali colpe rispetto ai passeggeri dei treni ad alta velocità, perché se non erro la società da lei diretta si chiama ancora Ferrovie dello Stato Italiane.
Distinti saluti.
Natalia Rettore
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY