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Viterbo - Silvia Somigli, segretaria regionale Uil Lazio, ribadisce i motivi della protesta contro il ddl e annuncia un incontro con gli addetti ai lavori per la tutela dei loro diritti

“Buona scuola, il governo non ci ha ascoltati”

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La segretaria regionale Uil scuola Lazio Silvia Somigli

La segretaria regionale Uil scuola Lazio Silvia Somigli 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In queste ore si sta svolgendo presso la camera dei deputati la seduta di approvazione del disegno di legge sulla “buona scuola”.

Noi della Uil scuola abbiamo sostenuto, fin dalla presentazione del disegno di legge, che senza un confronto serio e concreto si rischiava uno scontro. Siamo rimasti inascoltati.

Oggi siamo preoccupati per l’insieme delle attività di fine anno che gli insegnanti si trovano a svolgere, attività che richiederebbero ben altro clima e del quale il governo si è assunto la responsabilità.

L’allegato al contratto scuola (legge 146/90 sul regolamento dello sciopero nei servizi pubblici) chiarisce cosa accade in caso di sciopero in concomitanza con gli scrutini: “gli scioperi proclamati e concomitanti con le giornate nelle quali è prevista l’effettuazione degli scrutini finali non devono differirne la conclusione nei soli casi in cui il compimento dell’attività valutativa sia propedeutico allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli d’istruzione. negli altri casi, i predetti scioperi non devono comunque comportare un differimento delle operazioni di scrutinio superiore a cinque giorni rispetto alla scadenza programmata della conclusione”.

Ribadiamo tre ragioni serissime sono state e resteranno alla base delle proposte del mondo della scuola.

1) questione del precariato, che non trova una soluzione complessiva nel disegno di legge; il precariato resta, oltretutto,  nel testo è stato confermato l’albo con la chiamata diretta del dirigente scolastico.

2) questione della valutazione, nella quale siamo al contrario della scuola europea; infatti in nessun paese europeo gli studenti intervengono sulla didattica e sugli stipendi dei professori. La valutazione richiede competenze professionali e tecniche specifiche.

3) questione del contratto, per il quale non viene fatto alcun riferimento nel disegno di legge; le tutele contrattuali restano di fatto insolute e il personale della scuola si troverà ad essere l’unico decontrattualizzato.

La Uil scuola, che  non ha mai abbandonato e mai abbandonerà il fronte della tutela e della difesa dei diritti di tutto il personale della scuola e si impegna a garantire i propri iscritti con ulteriori azioni di protesta sindacale anche congiunte e a breve organizzerà un incontro con gli interessati del mondo della scuola alla presenza di addetti ai lavori.

Silvia Somigli
Segreteria regionale Uil scuola Lazio


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18 maggio, 2015

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