Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Allora avevamo ragione a chiedere, già l’8 dicembre 2014, la creazione di una commissione speciale d’inchiesta, a sollevare dubbi sulla legittimità dell’affidamento del servizio di spazzamento, a denunciare lo spreco dei contenitori degli oli esausti, ad interrogare gli uffici per comprendere da cosa derivassero gli aumenti di spesa, a recarci di persona presso l’impianto di Casale Bussi per provare a vederci più chiaro, a lanciare la campagna “pagano loro” per dimostrare che i viterbesi si erano (e si sono) stancati di pagare per i disservizi di Viterbo Ambiente, sollecitando proprio i cittadini stessi ad inviarci foto dei tombini otturati che puntualmente inoltravamo agli uffici comunali competenti.
Un tema, quello della gestione dei rifiuti, sul quale Viterbo2020 ha posto la lente d’ingrandimento fin dall’avvio della consiliatura, con un vasto numero di interrogazioni ed accessi agli atti.
Punti di domanda che sembravano destinati a rimanere senza risposta: la proposta di istituire la commissione d’inchiesta – gratuita eh! – bocciata in commissione capigruppo perché l’assessore Vannini si era appena insediato e bisognava dargli il tempo di operare, i question time dribblati, le mozioni ignorate.
Adesso il sindaco Michelini convochi un consiglio comunale straordinario, aperto anche ai cittadini e alle associazioni che hanno il diritto di sapere e ottenere risposte su quanto sta accadendo nella nostra città e nell’amministrazione comunale, e dia il via libera alla commissione speciale d’inchiesta (ex. Art. 16 dello statuto e art. 15 del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale) come avevamo richiesto sei mesi fa.
Adesso è finito il tempo delle spallucce, dei rimandi, delle mancate risposte, vogliono una volta per tutte vederci chiaro su questo contratto che, ricordiamolo, ci costa circa 49 milioni di euro.
Chiara Frontini
Viterbo 2020
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