Roma – All’indomani delle ultime vicende di pedofilia che hanno coinvolto anche Viterbo (con l’arresto di don Dino), il papa ha creato un’apposita corte di giudizio per i vescovi che coprono i pedofili.
La decisione è avvenuta durante il C9, la riunione del consiglio di nove cardinali, organismo istituito dal papa per il lavoro di riforma della curia romana. Che è terminato mercoledì 9 giugno.
Ieri, sono state rese note da padre Lombardi le proposte accolte dal consiglio. Tra cui spicca quella per la tutela dei minori sulle denunce di abuso d’ufficio da parte dei vescovi, nei casi di abusi del clero sui minori e i disabili. Per questo, il papa ha stabilito assieme agli altri membri del C9 che sia reato canonico l’abuso d’ufficio episcopale. Che si riferisce al comportamento dei vescovi che non hanno dato adeguato seguito alle denunce di abusi di ecclesiastici su minori e persone deboli.
Il consiglio ha istituito un’apposita sezione della congregazione per la dottrina della fede al quale è affidato il compito di emettere il giudizio. Sarà guidata da un arcivescovo segretario e in essa confluirà l’attuale sezione disciplinare della congregazione, competente sugli abusi sessuali compiuti da ecclesiastici. La competenza a ricevere le denunce di abuso d’ufficio episcopale e a esaminarle per valutare se procedere con il giudizio apparterrà invece alle congregazioni per i vescovi, per l’evangelizzazione e per le chiese orientali.
La proposta di istituire un tribunale ad hoc per i reati di pedofilia è stata presentata nella relazione del cardinale Sean Patrick O’Malley, presidente della commissione per la tutela dei minori.
Bergoglio ha infine stabilito un periodo di cinque anni in vista di ulteriori sviluppi delle presenti proposte e per il completamento di una valutazione formale della loro efficacia.
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