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Operazione Meeting Point - Polizia ferroviaria - Il parroco viterbese appassionato di materiale a luci rosse con minorenni - Ora è a Regina Coeli

Padre Dino romanziere porno con un archivio hard sterminato

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Baby prostitute - L'arresto di padre Dino - Foto Mario Proto - Corriere della sera

Baby prostitute – L’arresto di padre Dino – Foto Mario Proto – Corriere della sera

Baby prostitute - L'arresto di padre Dino - Foto Mario Proto - Corriere della sera

Baby prostitute – L’arresto di padre Dino – Foto Mario Proto – Corriere della sera 

Baby prostitute - L'arresto di padre Dino

Baby prostitute – L’arresto di padre Dino 

Viterbo – Romanzi pornografici con lo pseudonimo di Gabriele Doni (l’arresto di padre Dino: video 1 – video 2).

A scriverli sarebbe stato don Dino, all’anagrafe Placido Greco, il sacerdote romano 68enne, parroco nel Viterbese, arrestato nell’inchiesta sul giro di prostituzione minorile a Roma Termini.

Il parroco delle chiese viterbesi di Vallebona e Montecalvello si sarebbe fatto chiamare “il bambino” dalle sue vittime. Ragazzini rom maschi e femmine dai 13 ai 17 anni che si prostituivano per pochi spiccioli, da quanto risulta dall’indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”. 

Il punto d’incontro, tradotto in italiano, sarebbe stata la stazione Termini: è qui che ragazzini venivano adescati dai clienti. Come anche in via Giolitti. O nei parchi cittadini. Per poi consumare i rapporti sessuali a casa degli acquirenti, nei bagni pubblici o a bordo di treni in sosta. 10 – 15 euro a prestazione. Anche perché molti clienti sarebbero stati senzatetto con scarse possibilità economiche. Ma non era il caso di don Dino, che sarebbe arrivato a pagare anche cinque volte tanto, secondo le indagini dei poliziotti.

La mole di materiale trovato nella sua casa a Fiumicino, tra romanzi e archivio pornografico, sarebbe esorbitante. Inimmaginabile, a detta degli investigatori, che hanno indagato per un anno sullo squallido giro a luci rosse con minori.

Don Dino aveva per lo più fotografie. Immagini che ritrarrebbero minorenni nell’atto di consumare rapporti sessuali. Probabilmente proprio con don Dino, ma la certezza non c’è ancora: vista la mole di materiale in mano agli investigatori, gli accertamenti non sono ancora terminati.

Al momento, il sacerdote è indagato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile. La differenza con l’accusa di detenzione di materiale pedoporno sta solo nell’età dei minori: inferiore a 13 anni, nel caso del materiale pedoporno; superiore per la pornografia minorile. Don Dino, quindi, aveva immagini di minorenni in atti sessuali dai 13 anni in su. 

Se dovesse emergere – come ritenuto probabile – che le foto sono state da lui scattate durante i rapporti sessuali con i ragazzini, l’accusa si aggraverebbe, diventando produzione di materiale pornografico minorile.

Gli inquirenti stanno cercando di accertare anche il numero dei rapporti sessuali consumati dal sacerdote viterbese con i minori.

La sola posizione del parroco viterbese starebbe impegnando molto gli agenti della polfer che, oltre a don Dino, hanno arrestato altre sette persone tra Roma, Rieti e Napoli. Cinque persone sono ai domiciliari. Le altre, tra cui anche don Dino, a Regina Coeli, ad aspettare l’interrogatorio di garanzia tra domani e dopodomani. In totale gli indagati sono 17.

Le indagini sono condotte da circa un anno dal compartimento polizia ferroviaria per il Lazio. Sono state fatte intercettazioni, osservazioni, videoriprese e audizioni protette. Si è così verificato che la stazione Termini costituiva abituale punto d’incontro e adescamento dei minori dediti alla prostituzione. Da qui, il nome non casuale dell’inchiesta, “Meeting Point”. 

Nel corso dell’inchiesta, nei mesi scorsi, erano già finiti in manette un 59enne e un 79enne, colti in flagranza di reato mentre consumavano rapporti sessuali con i minori.


Articoli: Baby prostituti, arrestato parroco viterbese – Giro di baby squillo sui treni e alla stazione Termini


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22 maggio, 2015

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