Viterbo – Libero il padre, ai domiciliari la figlia.
Lo ha deciso il gip del tribunale di Viterbo, dopo l’interrogatorio di garanzia del pensionato 68enne e della figlia di 31 anni, trovati con sessanta piante di marijuana nel giardino di casa.
La piantagione è stata scoperta a Civita Castellana dai carabinieri della compagnia locale.
I carabinieri erano entrati in azione la sera dell’8 giugno. Da tempo avevano notato uno strano via vai a casa di padre e figlia, inserita in un complesso di villette a schiera, con un giardino confinante con un bosco.
Durante la perquisizione, i carabinieri hanno trovato quasi due chili di marijuana in un armadio, conservata in 44 barattoli di vetro etichettati, scatoloni con lo stupefacente da essiccare, due panetti di hashish da 250 grammi, 16 confezioni di semi di marijuana, bilancini di precisione e bustine.
Davanti al giudice, il padre ha negato ogni addebito: le piante non erano sue, né le aveva mai coltivate e non sapeva nulla della droga trovata in casa. Da qui, la decisione di rimetterlo in libertà e di dare i domiciliari alla figlia.
Dal carcere escono anche i due arrestati per l’altra maxipiantagione di marijuana scovata a Vitorchiano. Si tratta di un operaio 48enne e di un artigiano 46enne: 500 piante che avrebbero potuto fruttare almeno un milione e mezzo di euro.
Il gip Salvatore Fanti ha dato loro i domiciliari dopo l’interrogatorio di garanzia di ieri mattina: entrambi incensurati, hanno risposto alle domande, ammettendo di essersi dati al business degli stupefacenti solo per sbarcare il lunario, a causa di forti difficoltà economiche.
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