Viterbo – Prima agli arresti. Poi a processo. Ora condannati.
Dopo una vicenda giudiziaria andata avanti per anni, il tribunale di Viterbo ha deciso sui due genitori imputati per violenza sessuale aggravata sulla loro figlia. La bambina, che all’epoca aveva 6 anni, oggi è un’adolescente.
Il collegio presieduto da Maurizio Pacioni (a latere Eugenio Turco e Filippo Nisi) ha inflitto una pena di cinque anni di reclusione al padre e alla madre.
La sentenza è arrivata ieri pomeriggio, dopo le conclusioni di accusa e difesa. Ore in aula, per riannodare i fili di una storia lunga e dolorosa, iniziata nel 2006. A far partire le indagini è la badante di un vicino di casa, che racconta agli investigatori di aver sentito la bambina gridare, mentre giocava in camera da letto con i genitori. Una scena che, secondo la donna, si era ripetuta più volte.
Nell’appartamento, vengono piazzate cimici e microspie per monitorare i genitori. I due coniugi restano per un breve periodo ai domiciliari.
Gli accertamenti medici sulla bambina danno esito negativo: la piccola non ha lividi, arrossamenti, né altri segni di violenza. Il perito nominato dal tribunale per far analizzare le 33mila immagini trovate su un hard disk conclude che solo due sono di contenuto pedopornografico: una foto in cui i genitori le cambiano il pannolino e un’altra, con la bambina con addosso solo una t-shirt. Due immagini sospette su 33mila.
Neppure dai racconti della bimba, in sede di incidente probatorio, era emerso alcunché. Proprio per questo, il tribunale dei minori la riaffida subito ai genitori, senza attendere l’esito del processo. Un esito che la difesa non si aspettava: l’appello è praticamente certo.
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