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L'articolo da non leggere - Il caso del cittadino Pietrella

Siamo solo sudditi

di Carlo Galeotti
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– Siamo solo sudditi. In questo paese di cioccolatai: siamo solo sudditi. E non è un caso. E’ scientifico.

La vicenda di Pietrella, che, l’altro ieri in consiglio, per protestare a momenti ci lascia le penne, è paradigmatica. La dice lunga su che razza di paese sia questo in cui ci ostiniamo a vivere.

Io non conosco il signor Pietrella, ma debbo dire che la sua vicenda, la sua protesta, non può non muovere solidarietà umana e civile. E non può non suscitare una riflessione sul fatto che questo regime sia o meno una democrazia. O meglio uno stato di diritto.

Se è lecito passare da un evento apparentemente piccolo ai massimi sistemi, va detto che questo in cui viviamo non è uno stato di diritto. E poi è veramente un piccolo evento quello che ha visto protagonista il cittadino Pietrella? E’ lecito in uno stato di diritto che un cittadino chieda di approvare o meno un suo progetto e debba aspettare 10, 15, 20 anni?

Non so in cosa consistesse la richiesta di Pietrella, ma una cosa è certa: lui, come tutti noi, è stato trattato da suddito da questa amministrazione comunale. E qui non si tratta di andare a vedere il colore politico. Sarebbe accaduta, purtroppo, la stessa cosa se l’amministrazione fosse stata di diverso colore.

Il vero problema è che siamo figli dello stato etico e totalitario, in cui il cittadino già in partenza ha torto. In cui il cittadino se viene beccato in divieto di sosta viene multato e deve pagare entro x giorni. Pena una serie inenarrabile di penalità. E poi si trova davanti a situazioni incredibili come quella del signor Pietrella. Ed è del tutto impotente e in balia dello Stato. Che può fare ciò che vuole. Che non rispetta le regole. Che è privo di qualsiasi logica.

E si badi bene, il cittadino non chiede a tutti i costi di avere un sì al suo progetto. Ma di avere una risposta purchessia.

Sì, perché anche un no è utile. Ma dopo quindici anni quale può essere il valore della risposta? L’attesa quanti danni ha fatto? E chi risarcisce il cittadino di questo enorme ritardo? Ma immaginate se in una azienda, in una bottega, uno desse una risposta dopo quindici anni.

Ma questo è un regime che ci vuole sudditi a tutti i costi. In cui le leggi sono volutamente confuse e infinite. Interpretabili in mille modi, in modo che ognuno si debba sentire in fallo. E soprattutto sentirsi non portatore di diritti e doveri, ma soggetto e oggetto di favori.

Non so quanti in consiglio comunale abbiano riflettuto su quanti danni una amministrazione possa fare. Ma il vero danno è che ogni giorno ci rubano un pezzo della nostra dignità di cittadini. Ci fanno dimenticare di essere cittadini. Ci umiliano. E non sempre si ha la forza di reagire, come ha fatto giustamente Pietrella.

E anche per questo non possiamo non dire ai nostri figli, se vogliamo loro bene, se siamo onesti con noi stessi, di andarsene da questo paese di cioccolatai… Con tutto il rispetto per i cioccolatai che fanno un lavoro serio.


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21 settembre, 2011

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