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Unitus - Novità per il corso di laurea - Il maestro Stefano Vignati diventa docente

Danza, teatro e cinese irrompono a Lettere

di Paola Pierdomenico
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La professoressa Francesca Petrocchi

La professoressa Francesca Petrocchi

Il maestro Stefano Vignati

Il maestro Stefano Vignati

Valerio Viviani, Francesca Petrocchi e Stefano Vignati

Valerio Viviani, Francesca Petrocchi e Stefano Vignati

La professoressa Petrocchi e il maestro Vignati

La professoressa Petrocchi e il maestro Vignati

– Due indirizzi. Laboratori pratici di danza, teatro, cortometraggi e musica. Lezioni di cultura e lingua cinese. Il maestro Stefano Vignati diventa docente all’Unitus.

Sono solo alcune delle novità previste per il nuovo corso di laurea in Lettere del Disucom, dipartimento di Scienze umane della comunicazione e del turismo dell’Università degli studi della Tuscia.

L’offerta didattica si amplia e non resta confinata sui libri. Si fa sul campo con laboratori, stage e tirocini. Ne è un esempio il corso di cui si occuperà il maestro Vignati: Programmazione e organizzazione di eventi e spettacoli musicali.

“Il percorso di laurea che abbiamo creato offre grandi possibilità agli studenti – afferma Francesca Petrocchi, responsabile del corso di studi -. E’ serio e fatto prendendo gli aspetti positivi della riforma Gelmini.

E’ un corso compatto che mira a superare la frammentazione dei contenuti didattici degli anni scorsi – continua -. Ci saranno meno esami, ma più robusti. E’ poi un corso duttile, perché dà allo studente ampia scelta nel crearsi il percorso di studi più incline alle sue vocazioni e ai suoi interessi.

E’ accessibile a tutti – aggiunge -, proprio perché lo scopo dell’università è quello di dare una formazione continua, permettendo anche ai meno giovani di poter studiare, conciliando vita, lavoro e scuola”.

Due gli indirizzi del corso.

“Il corso prevede due indirizzi – spiega la Petrocchi -: quello in Arte, cultura e turismo del territorio e un altro in Lettere per le Istituzioni, le attività culturali e dello spettacolo. Entrambi mirano a trasmettere conoscenze in ambiti umanistico sul patrimonio culturale del nostro paese.

Tradizione e innovazione si mescolano – dice -. Attiveremo, infatti, dei laboratori di danza classica e teatro, ma anche di tecniche filmiche e di musica. Grazie a questi corsi gli studenti capiranno concretamente come si allestisce, per esempio, uno spettacolo teatrale o come si realizza un cortometraggio”.

Oltre all’arte quindi anche il turismo ha un ruolo fondamentale.

“L’indirizzo che si occupa di Turismo vuole individuare dei modelli di valorizzazione per la Tuscia, che siano però applicabili anche ad altri luoghi. E’ un corso pioneristico, perché crediamo nella sinergia tra università e sviluppo socio-economico del territorio al quale vogliamo contribuire con il nostro lavoro di formazione”.

I corsi hanno un risvolto forte anche sul piano del lavoro.

“Vogliamo mettere a disposizione degli studenti gli strumenti necessari per accedere al mondo del lavoro – conclude la Petrocchi -, accompagnando lo studio ad attività pratiche. I numeri delle immatricolazioni ci fanno ben sperare. Tra gli iscritti ci sono anche molte persone non proprio giovanissime.

Qui abbiamo la possibilità di lavorare a contatto con gli studenti. E di lavorare bene. Se qualcuno è ancora indeciso può partecipare ai corsi di avviamento agli studi in Lettere. Gli incontri sono iniziati il 19 settembre e andranno avanti fino a venerdì 30. Grazie a queste lezioni modello gli studenti potranno capire cosa davvero offre questa università”.

Soddisfatto per la nuova esperienza anche il maestro Vignati. “E’ un piacere iniziare questo corso – afferma -. La collaborazione con l’università sarà sicuramente proficua e darà a molti giovani musicisti, e non solo, la possibilità di mettere a frutto le loro capacità.

Mi riferisco per esempio ai corsi di alta formazione per professori d’orchestra che si terranno proprio in questa sede e ai quali l’università riconoscerà dei crediti. La Regione Lazio ha riaperto i termini del bando che scadono il 12 ottobre. C’è ancora tempo per partecipare”.

La sinergia con l’ateneo della Tuscia non si ferma qui. L’università, infatti, aprirà le porte al festival Barocco. “Su questo tema – dice il maestro – costruiremo una serie di incontri a carattere scientifico e culturale. Vogliamo trasformare Viterbo in un polo di studio ed esecuzione di musica barocca.

Interverranno docenti russi, polacchi e spagnoli che hanno accordi di ricerca con l’Unitus. I materiali dei convegni e del festival saranno tradotti in diverse lingue europee e questo permetterà alla manifestazione di essere conosciuta oltre i confini nazionali”.


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22 settembre, 2011

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