Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Alla conclusione del mio mandato elettivo mi ero ripromesso di non occuparmi più di polemiche politiche per molteplici ragioni. Ma la dichiarazione del consigliere Fabbrini in ordine alla situazione dei precari, mi impone di derogare a quella scelta.
Aldo Fabbrini imputa alla precedente amministrazione la volontà politica di non aver voluto prorogare, entro il 31 dicembre 2015, i contratti allora in essere. I soldi c’erano, dice lui, si poteva far lavorare ancora quei dipendenti.
Fabbrini non è certo amministratore di primo pelo e quindi non posso imputare a sua incapacità o inesperienza tale affermazione. La verità è che dice esattamente una sciocchezza, purtroppo sapendo di dirla.
A dicembre, i soldi per riassumere tutti i precari non c’erano.
Lo sapevano i dipendenti, i cui rappresentanti ho più volte fatto partecipare agli incontri con i tanti interlocutori che ho voluto incontrare (assessori e dirigenti regionali, dirigenti del ministero della Funzione pubblica), lo sapevano i sindacati, lo sapevano i consiglieri di opposizione (Palozzi e soprattutto Grattarola che con impegno e competenza si sono occupati del problema), lo sapeva il consigliere regionale Panunzi che altrettanto seriamente mi ha più volte accompagnato in tanti uffici regionali per cercare una soluzione, lo sapevano i dirigenti che, almeno all’epoca completamente all’unisono, ci ribadivano la impossibilità dell’operazione.
Entro il 31 dicembre 2015 avremmo potuto riassumere, per meno di due mesi, 5 o 6 unità di personale. E nessuno voleva questo, perché non sarebbe servito a nulla e avrebbe soltanto aggravato il problema.
Questa è la verità, che Fabbrini fa finta di non conoscere perché evidentemente appartiene ancora a quella categoria di politici che pensa di scaricare sempre e comunque oneri e responsabilità sugli altri, soprattutto “su chi c’era prima”.
Dispiace, perché Fabbrini mi conosce e sa quanto tutti, maggioranza e opposizione, fin dal 2010 ci siamo spesi per dare a questi dipendenti la dignità che meritano con un percorso lineare e trasparente che abbiamo condiviso al di sopra delle divisioni politiche.
Ma se non crederà, o farà finta di farlo, a me, Aldo potrà farsi spiegare la situazione da un illustre rappresentante istituzionale che proprio oggi, con coraggio e quella chiarezza che sempre gli ho riconosciuto, interviene sugli organi di informazione per denunciare lo stato di default dell’ente di cui proprio Fabbrini fa parte. Lo chieda al presidente Mazzola, che forse riuscirà a farglielo capire.
Marcello Meroi
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