Capranica – Chi l’ha visto?
Di Albert Georg Weinmann si è persa ogni traccia dopo il 4 giugno e fino all’11 dello stesso mese, quando è stato trovato morto a un chilometro dalla stazione di Capranica (video).
La squadra mobile di Fabio Zampaglione ha identificato il cadavere nei giorni scorsi. Ora lancia un appello per ricostruire gli ultimi istanti di vita del 50enne tedesco. C’è un vuoto di una settimana – quella che precede la morte – che va colmato.
Weinmann viene visto per l’ultima volta a Roma, zona Casalotti, il 4 giugno 2015. Vaga nei pressi di un asilo nido in via Giuseppe Lazzati. I genitori dei bambini si insospettiscono e chiamano i carabinieri.
In caserma, Weinmann rilascia le sue effettive generalità, ma i militari non possono esserne certi perché non ha documenti con se.
Rilasciato, svanisce come nel nulla, fin quando viene trovato morto fuori Capranica, vicino ai binari, a un chilometro e mezzo circa dalla stazione. Lo stato di decomposizione suggeriva che la morte era almeno di un giorno, un giorno e mezzo prima.
Già la notte dell’11 giugno, dall’esame delle impronte digitali, la squadra mobile di Fabio Zampaglione scopre che le impronte del cadavere coincidono con quelle del tedesco fermato a Roma, che diceva di chiamarsi Weinmann. Partono i riscontri sulla banca dati Afis, i contatti con l’Interpol e con la diplomazia estera.
“Abbiamo scoperto che in Germania aveva i genitori e la moglie”, spiega Zampaglione.
La donna, contattata dagli investigatori, è venuta in Italia nei giorni scorsi per un doppio riconoscimento, del cadavere e della foto segnaletica fatta dai carabinieri di Roma. La moglie non ha dubbi. Il cadavere e la foto sono di suo marito: Albert Georg Weinmann.
Ora si tratta di capire cosa gli è successo. Le ferite alla testa sembravano suggerire in un primo momento l’ipotesi dell’omicidio. I risultati dell’autopsia non sono ancora arrivati ma, dalle prime analisi medico-legali, Weinmann sembrebbe morto per un’emorragia interna causata dalla rottura di un vaso sanguigno a livello della schiena.
Forse l’urto con un treno che lo ha sbalzato nel punto in cui l’hanno trovato? Gli ottanta macchinisti ascoltati non se ne sono accorti. Non hanno notato nessuno. “Sappiamo che Weinmann frequentava da alcuni mesi un centro religioso in Austria – continua Zampaglione -. Voleva andare in Vaticano, lo aveva detto anche ai carabinieri che lo avevano fermato”.
Come è finito a Capranica? E soprattutto, era da solo o in compagnia di qualcuno? E perché camminava lungo i binari?
Domande cui gli investigatori, coordinati dal pm Massimiliano Siddi, stanno cercando di rispondere. Per questo lanciano un appello attraverso i giornali e la trasmissione “Chi l’ha visto”.
“Chiunque riconosca Weinmann o si ricordi di averlo visto può contattare la squadra mobile – dichiara Zampaglione -. Ogni informazione può rivelarsi determinante per ricostruire gli ultimi giorni di vita del 50enne e cercare di far luce sulla sua morte”.
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