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Viterbo - L'incontro è in programma per il 10 settembre

Imposimato e M5s parlano della Buona scuola

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Ferdinando Imposimato

Ferdinando Imposimato 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come promesso in precedenza eccoci qui ad illustrare per sommi capi la recente riforma scolastica e a presentarne i punti più salienti e, a nostro parere, più osceni.

Uno degli argomenti più contestati della L.107/15 è quello relativo alla posizione del preside o Ds (dirigente scolastico) che, grazie all’ultima “fatica” di Renzi, nella scuola diventa un monarca assoluto.

Analizziamo di seguito i punti che ci sembrano più chiarificatori delle intenzioni del legislatore.

Secondo quanto scritto nel comma 4 dell’art. 3 del DPR 275 08.03.1999 così come modificato dalla L. 107, gli indirizzi e le attività formative sono definiti dal dirigente scolastico e i docenti elaborano i contenuti a loro imposti e non possono proporre alcunché!

Secondo il comma 5 invece, i rapporti con enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali ed economiche operanti sul territorio sono tenuti dal dirigente scolastico sentito anche il parere delle associazioni di genitori, e per le scuole secondarie di secondo grado, anche degli studenti; gli insegnanti incredibilmente anche su questo punto non vengono consultati.

Ma proseguiamo con alcune delle altre novità introdotte dalla L. 107/2015 che curiosamente consta di un unico articolo composto da 212 commi.

Il comma 18 sostanzialmente afferma che il dirigente scolastico può scegliere i docenti con le modalità descritte poi nei commi da 79 a 83. Ora senza stare a tediare i lettori con le perle dei nostri legislatori facciamo alcune precisazioni e dei distinguo: il preside ha la facoltà di scegliere i docenti anche fra quelli di ruolo non abilitati e secondo noi questa scelta è gravissima perché ci si si riferisce solo agli abilitati nelle graduatorie ad esaurimento (gae), mentre c’è uno stuolo di abilitati nelle graduatorie di istituto (gi) che rimane fuori dal piano. Alla faccia del merito e della qualità!

Inoltre nel comma 80 si parla di valorizzazione del curriculum dell’insegnante della sua esperienza e competenza professionale e che la trasparenza verrebbe garantita dalla pubblicazione del curriculum sul sito della scuola; se qualcuno volesse contestare il curriculum o verificarlo? Quali sono i meccanismi per contestare la scelta del dirigente scolastico? Non è dato saperlo.

Il comma 81 obbliga il Ds a dichiarare l’assenza di incompatibilità derivante da rapporti di parentela; quindi il legislatore sa che questo meccanismo può dar adito a clientelismo o nepotismo ma si limita per bloccarlo ad una semplice dichiarazione del Ds? Chi e come può contestare la cosa eventualmente? Mistero.

Il Ds, è spiegato nel comma 83, può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10 per cento di docenti che lo possono coadiuvare nell’attività organizzativa e didattica, udite bene, senza nuovi a maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In pratica per legge si dice che quei docenti scelti avranno delle mansioni in più senza essere retribuiti in spregio all’art 36 della Costituzione.

Il comma 84 invece prevede che l’onnipotente Dd possa ridurre il numero di alunni e di studenti per classe nell’ambito dell’organico dell’autonomia assegnato. Vi chiedete cosa voglia dire? Beh, in pratica che, a discrezione del preside, può essere ridotto il numero degli studenti per ogni classe, senza aumentare l’organico degli insegnanti.

Ci chiediamo quali saranno i criteri che verranno adottati dal Ds per scegliere chi deve restare e chi deve andarsene da una classe; ma soprattutto, chi deve andarsene, dove finisce?

La deriva antidemocratica in cui si è avviata la scuola si evince in modo chiaro già alla lettura di questi commi ma altri passi della legge sono ancora più esplicativi come quelli riguardanti la “mobilità”, il “comitato di valutazione” che ci proponiamo di trattare nei prossimi appuntamenti.

Ricordiamo che questi temi sono importanti per tutti, e se pensiamo che non riguardino la nostra città ci sbagliamo di grosso; per cui invitiamo tutti veramente tutti a informarsi e a partecipare il prossimo 10 settembre all’incontro che si terrà a Viterbo con il presidente onorario della Corte di cassazione e magistrato Ferdinando Imposimato che assieme ad alcuni parlamentari del M5s interverrà a difesa della scuola e contro questa obbrobriosa riforma da poco legge dello Stato.

MoVimento 5 stelle Viterbo

 


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14 agosto, 2015

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