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Orte - Presidio di sicurezza fisso delle forze dell'ordine, ma la prefettura non dà notizie

La bomba inesplosa controllata a vista h24

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Bomba a Orte - Il presidio fisso di sicurezza

Bomba a Orte – Il presidio fisso di sicurezza

Bomba a Orte - L'ordigno

Bomba a Orte – L’ordigno

Bomba a Orte - La rupe in cui è stata ritrovata la bomba

Bomba a Orte – La rupe in cui è stata ritrovata la bomba

Bomba a Orte - Il punto del ritrovamento

Bomba a Orte – Il punto del ritrovamento

Bomba a Orte - Il presidio fisso di sicurezza

Bomba a Orte – Il presidio fisso di sicurezza

La grande bomba ritrovata a Viterbo

La grande bomba ritrovata a Viterbo nel 2007

Il disinnesco della bomba a Viterbo nel 2007

Il disinnesco della bomba a Viterbo nel 2007

Orte – Un presidio di sicurezza h24 per controllare la bomba (video – fotocronacaslide).

Protezione civile e polizia locale fanno a turno insieme agli altri corpi delle forze dell’ordine davanti all’ordigno della seconda guerra mondiale trovato a Orte. Controllano che nessuno si avvicini o lanci oggetti verso la bomba.

Il residuato bellico è emerso durante i lavori di consolidamento della rupe. 500 libbre. L’equivalente di 226 chili per un metro di lunghezza. Nella posizione in cui era, sulla parete scoscesa, rischiava di rovinare di sotto. 

Per precauzione è stata spostata dagli artificieri su un livello pianeggiante, tra la sovrastante via Gramsci e la strada provinciale 151, su cui la rupe si affaccia. In pratica, l’ordigno, coperto con un telo da cantiere arancione, è proprio sopra l’Ortana, la strada che porta dritti alla stazione di Orte.

Anche questo è parte del problema: con l’autostrada e la ferrovia a due passi, Orte è uno snodo nevralgico a livello nazionale. Bisogna capire se, per disinnescare la bomba, sarà necessario bloccare anche il traffico ferroviario e autostradale. Significherebbe tagliare l’Italia in due. 

Ieri mattina, riunione blindata in Prefettura, andata avanti per più di tre ore alla sala Coronas. Iniziata alle 11, alle 14 non era ancora finita. Dal palazzo, nulla trapela. Silenzio assoluto da parte del prefetto Rita Piermatti, che si fa negare al telefono dicendosi occupata. Certamente. Ma intanto a Orte c’è preoccupazione: “Al di là della prima ordinanza, affissa nei giorni scorsi, non ci hanno fatto sapere niente – dicono alcuni cittadini -. Solo che non ci si può affacciare dal belvedere sopra la bomba. Per il resto, non sappiamo quando avverrà il disinnesco, quando, quanti, se e per quanto tempo dovremo lasciare le nostre case. Il prefetto dovrebbe sapere che non siamo sudditi ma cittadini e dovrebbe informare la popolazione che è preoccupata. Mi sembra un comportamento irrispettoso dei cittadini quello della prefettura”.

Via Gramsci è stata transennata con una rete alta per impedire il lancio di oggetti verso la bomba.

Si parla di un’operazione di disinnesco che, orientativamente, dovrebbe avvenire tra mercoledì o giovedì. Orientativamente. Perché, al momento, non c’è nessun comunicato ufficiale. 

Nel maggio 2007 gli artificieri disinnescarono un ordigno bellico a Viterbo, in zona Santa Lucia. Ordigno che poi venne trasportato al poligono di Monte Romano e fatto brillare dagli artificieri dell’esercito. Un’ampia area della città fu evacuata. 400 persone trascorsero le ore del disinnesco in centri di accoglienza.

L’ordigno pesava all’incirca 500 chili ed era grande come uno scaldabagno.


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22 agosto, 2015

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