Viterbo – “Ora tocca alla Fondazione salvare e rilanciare Caffeina. Non ci sono ipotesi che il festival si faccia in un altro posto che non sia Viterbo”.
All’assemblea dei soci di Caffeina, Filippo Rossi insiste sullo sforzo necessario per rilanciare e rendere possibile una nuova edizione di Caffeina che conservi e, anzi, aumenti il livello qualitativo.
La raccolta fondi va avanti e, a giorni, sarà messa anche una postazione a piazza del Comune per permettere a chiunque di contribuire.
Ora, però, per Rossi è la Fondazione che deve preservare il festival. Conservare l’entusiasmo per far sì che quello che definisce “un sogno tutto viterbese” non finisca.
“C’è stata una grande partecipazione – dice Rossi -. Un dibattito serio su cosa e come fare per rilanciare il festival. Si è discusso in particolare sulla centralità del ruolo della Fondazione per salvare questa manifestazione. Si deve in qualche modo prendere carico della salvezza e del rilancio e non per fare Caffeina come sempre, ma per farla alla grande. C’è molto ottimismo.
Ci sarà poi la ricerca di nuovi soci fondatori e di un dialogo con gli amministratori e i soggetti interessati a far crescere il festival”.
Si lavora per una soluzione. “La Fondazione è talmente operativa che già ci siamo riaggiornati per una prossima riunione. Una attività sociale vera”.
Rossi rimarca l’appartenenza del festival al territorio. “Non c’è nessuna ipotesi di fare Caffeina da qualche altra parte – tiene a precisare -. Non esiste né come possibilità, né come ipotesi – ribadisce -. O si fa qui o non si fa. È nata, cresce e va avanti a Viterbo”.
Finora sono stati raccolti 17mila euro per salvare la manifestazione. “A giorni faremo una postazione di raccolta fondi a piazza del Comune in cui ci sarà una persona di Caffeina che spiegherà come si può diventare soci sostenitori o benemeriti. Tutto quello che è successo in questi anni e in questi giorni è un miracolo della città, nel senso che, è vero che soffriamo tantissimo e abbiamo tanti problemi, ma i viterbesi e la Fondazione hanno fatto sì che Caffeina arrivasse fin qua.
Adesso, siamo all’ultimo giro, per cui o iniziamo la discesa o continuiamo a crescere. Per farlo, servono una struttura vera, finanziamenti seri e quello che i grandi festival italiani hanno e che noi non abbiamo mai avuto. Ancora oggi, dopo l’assemblea, non posso non ringraziare i soci che ci hanno aiutato e che lo stanno ancora facendo, dedicando il loro tempo al festival. Sono ottimista. Anche se non è che, al momento, Caffeina si fa. È una battaglia in corso, ma sono convinto che se riusciamo a scavalcare questo momento di grossa crisi, poi si vola davvero”.
Rossi conferma le dimissioni da direttore artistico. “In questo momento, il festival non esiste, ma esiste la Fondazione. Io sono un socio promotore, insieme a Baffo. Ora, quindi, c’è solo la Fondazione che vuole a tutti i costi fare Caffeina e farla meglio degli altri anni da un punto di vista qualitativo.
La Fondazione ha bisogno di un socio promotore, quale sono, ma non ha bisogno di un direttore artistico. È questo il messaggio che ho voluto dare, perché poi si va sempre a finire col dire che tanto poi Caffeina si fa. Questo non è vero. Non è così. Esistono, invece, persone che si stanno impegnando perché si faccia. È uno sforzo che facciamo e da qui vengono le richieste di aiuto a tutti, ai cittadini, alle associazioni di categoria e alle banche. A chiunque. Non è assolutamente un dovere che lo si faccia, ma noi ci sforziamo perché questo sogno, tutto viterbese, non finisca”.
Paola Pierdomenico
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