Viterbo – Graffiti staccati, chiuse le indagini.
Sotto inchiesta per aver strappato dei graffiti dalla facciata di un appartamento del centro storico, senza l’ok della Soprintendenza.
In quattro risponderanno di violazioni del testo unico dei beni culturali per lavori non autorizzati.
Il palazzo in questione, in via San Leonardo 25, era finito sotto sequestro a luglio, dopo una segnalazione.
La task force per la conservazione dei beni culturali, coordinata direttamente dal procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti, si è mossa subito, bloccando i lavori al palazzo con il sequestro preventivo.
I proprietari fecero ricorso al tribunale del Riesame, ottenendo un parziale dissequestro: i sigilli furono tolti alla parte interna dell’immobile.
I graffiti, risalenti probabilmente al Quattrocento – Cinquecento, erano appena visibili sulla facciata, nella parte immediatamente sottostante i due spioventi del tetto.
Sulla vicenda, il parlamentare viterbese del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bernini aveva presentato un’interrogazione al ministero dei Beni, delle attività culturali e del turismo.
L’autorizzazione della Sorpintendenza non c’era, ma quella del comune sì. L’assessore Saraconi spiegò che “non si trattava di un edificio vincolato e che, anche controllando con la lente di ingrandimento, i graffiti non si notavano. Dispiace che sia andata perduta una testimonianza”.
Forse dispiace di più a progettista, titolare della ditta che ha eseguito i lavori e ai proprietari del palazzo che, adesso, risponderanno del distacco abusivo dei graffiti.
Dall’avviso di chiusura dell’inchiesta hanno venti giorni per presentare memorie difensive, documenti o chiedere interrogatori.
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