Viterbo – (g.f.) – In comune è buio pesto. Adesso si litiga pure sulla tonalità dell’illuminazione e sulle nuove lanterne a san Pellegrino (confronta le due illuminazioni fotocronaca – slide).
I vecchi lampioni sono stati sostituiti con nuovi, a norma, e le lampadine a led.
Sistema economico e in regola con le indicazioni previste.
Peccato che non a tutti le nuove lanterne piacciano. Filippo Rossi (Viva Viterbo) è a dir poco scandalizzato: “Le nuove luci di San Pellegrino sono orrende e inaccettabili – scrive sul suo profilo Facebook – indegne di un centro storico medievale.
Non mi frega nulla sapere di chi è la responsabilità di un progetto del genere, so solo che il comune deve cambiarle il prima possibile”.
Dal momento che madre natura gli ha regalato il dono dell’altezza potrebbe passare lui stesso sostituire le lampadine.
Ne ha facoltà. Il centrosinistra governa il comune. Nella coalizione di centrosinistra c’è Viva Viterbo. Filippo Rossi è un consigliere di Viva Viterbo. Logica deduzione, Filippo Rossi se la prende con se stesso. Un illuminante modo di fare politica.
Nel centrosinistra Rossi non è il solo fulminato dalla nuova illuminazione. Interviene anche l’assessora Luisa Ciambella: “Metteremo un’altra pezza – scrive commentando il post – all’ennesimo casino ereditato e immeritato!”.
Ovvero, è colpa di Marini. E ti pareva…
Dimenticando che l’appalto è di chi l’ha preceduta, ma è stata quest’amministrazione a firmare il contratto.
Tuttavia l’assessora dà una buona notizia: il comune interverrà per rimediare. Mettendoci evidentemente soldi.
Vuol dire che improvvisamente le casse comunali sono tornate floride. E di certo prima dei lampioni ci saranno Rsa, buche nelle strade, nettezza urbana, fondi per aumentare l’organico della polizia locale, così magari ci sarà personale per sanzionare chi lascia le auto in sosta lungo il quartiere medioevale. Dettaglio sfuggito a chi è troppo preso a guardare con il naso all’insù.
Anche Giacomo Barelli è sulla linea di Filippo Rossi. “La mia opinione è fortemente negativa. Da assessore al Turismo cercherò di adoperarmi da subito per far si che si trovi al più presto una soluzione che renda giustizia al nostro quartiere medioevale e al nostro centro storico di Viterbo”.
Con la delega al Turismo certamente riuscirà a fare miracoli. Attendiamo con ansia provvedimenti anche dai Servizi sociali. Per non parlare del Termalismo.
Alla fine il collega di Ciambella e Barelli, Andrea Vannini è costretto a intervenire per fare chiarezza. E’ proprio il caso di dirlo.
“Premesso che ho io la delega all’illuminazione e quindi mi prendo tutte le responsabilità di chi ha gestito un appalto certamente perfezionato dall’amministrazione precedente, vi pregherei, inclusi consiglieri ed assessori, di leggervi la normativa nazionale sull’illuminazione pubblica.
Quanto è stato fatto risponde alla normativa vigente per risparmio energetico e linee guida sull’inquinamento luminoso”.
Poi spiega come mai non ci siano i vetri alle nuove lanterne: “E’ dovuto all’obbligo di evitare la diffusione verso l’alto della luce.
Rimango sorpreso dai commenti di consiglieri e assessori su tempi, modi e luoghi con cui manifestano la sorpresa. Sanno che possono contattarmi in qualsiasi momento”.
O magari andare nel suo ufficio. Però attenzione, l’ultimo a uscire spenga la luce.
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