Grotte Santo Stefano – Carcasse di animali morti intorno alla sua casa.
Una casalinga esasperata descrive lo scenario inquietante che, ogni mattina, vede dalla sua finestra: animali in libertà, galline morte, maiali e pecore senza acqua né cibo. Alla sbarra, per maltrattamenti sugli animali, è finito il proprietario, un pensionato viterbese che abita nella frazione di Grotte Santo Stefano.
La casalinga, sua vicina di casa, ha testimoniato ieri al processo.
Originaria degli Stati Uniti, ha comprato casa nella frazione di Viterbo nel 2007 per poi trasferirvisi nel 2009. Da subito i primi problemi, con gli animali di un vicino allevatore: “Maiali, pecore e montoni pascolavano liberamente nel suo terreno e in quelli vicini. Le bestie sono tantissime – ha raccontato la donna in aula -, senza controllo, lasciate per giorni anche senza acqua e cibo. E quando muoiono, le carcasse restano lì per giorni e giorni”.
La donna arriva al punto di chiedere all’uomo se avesse bisogno di un aiuto economico per curare gli animali: “Avrei comprato io il cibo e pagato eventuali controlli dal veterinario. Ma mi ha sempre detto di no”.
Nel 2012, la donna contatta la Asl, perché la situazione diventa addirittura pericolosa: “Una volta sono stata aggredita da un montone che mi ha incornata. Sono dovuti intervenire due operai per soccorrermi. Un’altra, siamo stati svegliati in piena notte dal belare straziante di una pecora incastrata nel filo spinato”.
Solo dopo l’intervento di Asl e forestali, l’uomo comincia a curarsi un po’ di più degli animali. Ma dura poco. Dopo appena sei mesi, degrado e incuria ritornano. A marzo, gli uomini della forestale e il personale della Asl testimonieranno in udienza su quello che hanno visto coi loro occhi in casa del pensionato.
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