Viterbo – “Al nostro centro storico non va aggiunto nulla, servono soluzioni sobrie”.
Lanterne e san Pellegrino, il sindaco Leonardo Michelini prova a fare un po’ di luce.
Installate dalla sua stessa amministrazione e da suoi stessi consiglieri e assessori duramente criticate, l’altra sera, insieme ad Antonio Delli Iaconi ha fatto quattro passi lungo il quartiere medioevale.
Per sincerarsi di persona della nuova illuminazione a led.
“Premetto che non sono provvedimenti da poter approcciare con stile da tifoseria. Pro e contro.
Non possiamo fermarci al dato soggettivo. Tutto dipende da come immaginiamo il centro storico”.
Con queste luci c’è chi come Filippo Rossi (Viva Viterbo) lo immagina, anzi, lo vede orrendo.
La visione di Michelini è più cauta.
“Io considero il quartiere medioevale, con il peperino, le facciate, elementi architettonici e artistici, un qualcosa di unico.
Non c’è niente da aggiungere. Pensare di mettere qualcos’altro, un arredo, una luce, è possibile senza aggiungere. Ovvero, gli elementi devono essere funzionali allo scopo”.
In altri termini: “Va prestata attenzione a usare soluzioni sobrie.
Può essere un cestino per l’immondizia, una luce o un altro elemento, in ogni caso vanno scelti in modo che non siano questi oggetti ad attirare l’attenzione.
Devono solo servire a valorizzare quello che c’è intorno.
Non possono essere considerati elementi per migliorare l’aspetto generale, ma essere il più possibile neutri. In modo che non interferiscano con il contesto”.
Le luci, per qualcuno belle, per altri decisamente meno, ormai ci sono. Che si fa?
“Faremo alcune prove posizionando vetri, per capire se l’effetto criticato si possa attenuare.
Alcune prove vanno fatte, ma non penso che siamo di fronte a una situazione disastrosa. Diciamo che è migliorabile.
Non siamo nella posizione di dover mettere una toppa”.
Giuseppe Ferlicca
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