Vetralla – Sono arrivati appena ai preliminari, senza andare oltre.
Lei, però, almeno un regalo lo avrebbe gradito e il giorno dopo è andata a cercarlo, minacciandolo con tanto di pistola giocattolo. La arrestarono nel 2011 per lesioni e tentata estorsione.
L’imputata, cinquantenne polacca, non lavorava come prostituta. Piuttosto era disoccupata e in condizioni economiche disperate. Per questo aveva preso contatti con un settantenne di Vetralla, nella speranza che le trovasse un lavoro.
Niente lavoro. In compenso, un giorno, l’anziano l’avrebbe fatta salire a casa sua e, chissà come, sarebbero finiti a letto insieme senza concludere. Giusto il tempo di qualche carezza. Per lui, ascoltato ieri in tribunale, tra imbarazzi e problemi di udito, “ha fatto tutto lei”. La donna, invece, doveva aver evidentemente capito di poter ottenere almeno un regalo o un aiuto, in cambio delle attenzioni all’anziano. Alla fine, vuoi la delusione, vuoi l’umiliazione, è andata a cercarlo il 12 gennaio 2011 con una pistola giocattolo per chiedergli soldi. Nella colluttazione, lui si è ferito a una mano.
I carabinieri di Vetralla la arrestarono e adesso è a processo, difesa dall’avvocato Franco Taurchini, davanti al giudice Rita Cialoni, che a giugno la ascolterà e deciderà.
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