Viterbo – Il comune si è ripreso il teatro Genio. Evviva.
Saltata ogni intesa con i gestori sul pregresso, ma sopratutto sul recupero, con un progetto degli stessi gestori. Progetto datato epoca Marini sindaco, ma con Michelini sindaco si è arenato.
Evviva, il comune si è ripreso il Genio. E adesso cosa se ne fa?
Grandi idee, progetti mirabolanti. Ma a palazzo dei Priori hanno idea di cosa si sono ripresi?
Il teatro Genio ha una grandezza di circa tremila metri quadrati calpestabili, su più livelli.
A quanto pare, le uscite di emergenza si trovano sotto altri immobili, abitazioni private.
Gli impianti, idrico, elettrico, elettrico d’emergenza, antincendio, riscaldamento sarebbero obsoleti. Progettati con tecnologie che risalgono agli anni ’40. Andrebbero riprogettati e sostituiti per intero.
Sembra che le coperture siano difficili da revisionare, raggiungerle è complicato. Risalgono agli anni ’50. Qualsiasi intervento interno senza pensare prima alle coperture, ha poco senso.
Da quanto appurato, il cinema proiettava i film su uno schermo che si solleva. Dietro si apre un enorme palco del teatro. Tutto rigorosamente in legno. Privo, parrebbe, di qualsiasi forma di prevenzione incendio.
Sempre dietro lo schermo ci sono una struttura per calare le scene teatrali. Anch’esse in legno, con contrappesi sostenuti da corde in iuta. Datate, logore. Passateci sotto a vostro rischio e pericolo.
Si dà il caso che l’area adibita a spogliatoio del teatro sia in condizioni pietose e piena di guano. Infiltrazioni su pareti e soffitti con distacchi d’intonaco.
Gli arredi, dalle porte alle sedie, passando per palchi, palchetti, uscite d’emergenza, sono in legno. In contrasto con le norme antincendio. E non è finita qui…
Il comune se l’è ripreso. Evviva. Passata l’euforia per avere riottenuto le chiavi, c’è un’idea su quanto serva per recuperarlo in queste condizioni, dove andare a trovare i soldi e in quanto tempo?
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